lunedì 20 marzo - Elena Ferro

Porte in faccia? Ecco 6 vie per superare un rifiuto

Hai ricevuto una porta in faccia e il naso ti fa ancora male. Sei affranto e ti senti un fallito. 

Un fallimento, un rifiuto, mette in gioco la parte fragile di noi, quella che ha bisogno di consensi e accettazione. 
MA siamo tanto altro! Ecco 6 vie per uscire subito dal mugugno e riprendere a lottare per ciò di cui abbiamo bisogno

Porte in faccia, rifiuti, dinieghi. Se mi fossi fermata tutte le volte in cui me li sono ritrovati davanti, oggi sarei inchiodata da qualche parte a fare la muffa :)

Fanno male, molto male. E il naso, se non vi scansate in tempo, resta gonfietto per un bel po' e si può rimanere tramortiti, ammutoliti, magonati, fragili.

Quando qualcuno rifiuta qualcosa di noi, qualcosa cui teniamo molto, rischiamo di pensare che l'intera nostra esperienza in quel momento sia fallimentare. Ed è normale, ma non sano e nemmeno saggio.

Come possiamo reagire al rifiuto?

Ho messo in fila tutte le mie piccole strategie anti-fallimento, quelle che in questi anni ho sperimentato e che sarebbe bello fossero arricchite dalle vostre esperienze, in una logica di mutuo aiuto che mi piace sempre sperimentare, qui come nella vita.

1. Detectare e rimuovere il senso di colpa

Dopo una massiccia porta ricevuta sulla punta del naso, da qualche parte, dentro di voi, si nasconde il temibile senso di colpa. Quell'idea malsana di non aver fatto abbastanza per tenerla aperta, o per conquistare ciò cui ambivate molto.

Trovatelo il senso di colpa, accartocciatelo tra le mani come fosse un vecchio giornale e buttatelo via. A che vi serve? Anche se di sicuro sarebbe stato possibile fare di più, ormai è fatta, inutile rimuginarci sopra.

Investite l'energia per rimettervi in piedi e fare ciò che avreste dovuto fare. E poi fatelo, e basta

2. Isolare il problema

Guai a considerare l'intera vostra esistenza come fallimentare solo perché avete ricevuto un rifiuto! Isolate la questione e guardatela da lontano.

Sapevate che le dimensioni del problema cambiano se ve ne allontanate un po'? E' questione di prospettiva... Da laggiù quel rifiuto diventa uno degli eventi della giornata , non l'unico.  Di sicuro ce ne sono altri positivi di cui vi state dimenticando! Concentratevi su di essi e guardate il fallimento con il necessario distacco, altrimenti vi soffocherà.

E chiedetevi se fosse davvero quella la porta giusta per voi 

3. Non lasciatevi intimidire, andate avanti

Per il guerriero della luce non esiste amore impossibile. Egli non si lascia intimidire dal silenzio, dall’indifferenza o dal rifiuto. Sa che, dietro la maschera di ghiaccio che usano gli uomini, c’è un cuore di fuoco. Perciò il guerriero rischia più degli altri. Ricerca incessantemente l’amore di qualcuno anche se ciò significhi spesso udire la parola “no”, tornare a casa sconfitto, sentirsi rifiutato nel corpo e nell’anima. Un guerriero non si lascia spaventare quando insegue ciò di cui ha bisogno. Senza amore, egli non è nulla.

Paolo Coelho - Manuale del guerriero della luce

Abbiamo già parlato di questo meraviglioso libro che è una formidabile guida spirituale in questo articolo nella rubrica Pillole d'Autore.

A me questa riflessione di Coelho fa venire in mente come spesso le persone siano gelide e respingenti perché temono di mostrare qualcosa che hanno dentro e che stanno cercando disperatamente di celare.

A volte al contrario si difendono dall'esterno perché temono che lasciar passare qualcosa possa cambiare il loro ordine delle cose, svelare tratti ignoti persino a loro stessi. Proteggono quel fuoco ardente e lo fanno con una enorme lastra di ghiaccio, che è quella che a volte vediamo e sperimentiamo noi altri. Stando così le cose,

"Vale davvero la pena di arrabbiarsi tanto?"

Ricordate l'articolo Le parole che fanno male? Era una riflessione sul dolore e su come allontanare il giudizio da noi che mi ha aiutato, ancora una volta, anche in questi giorni in cui di porte in faccia ne ho prese qualcuna anch'io ;)

4. Concentrarsi sulle cose positive

Fate mai caso alle cose belle che ci sono nella vostra giornata? Beh dovreste, perché sono di sicuro molte di più che quelle ascrivibili a piccoli o grandi fallimenti che vi portano verso il buio, la paura, la tristezza.

Tenete piuttosto lo sguardo focalizzato sulla luce. Una volta trovata dentro di voi o nelle cose intorno a voi, non perdetela di vista e lasciate che sia lei a nutrire la parte di voi dolorante e triste. Prendete da lì l'energia che vi serve per rimettervi in cammino. Aprite la finestra e fate entrare il sole!

Smettetela di dire "non sono brava, non sono capace"

ma affermate piuttosto

"Ho ancora tanto da imparare, per fortuna mi è stata data la possibilità di accorgermene"

5. Abbracciare i propri limiti

E se quella porta sbattuta in faccia vi avesse messo di fronte a un vostro limite, inteso come un livello oltre il quale per il momento non potete andare?

Lo stesso concetto di soglia da attraversare lascia implicitamente intendere qualcosa del genere e voi, accidenti, non l'avete oltrepassata.

E se approfittaste dell'occasione per rifare la punta alla matita che disegna i vostri limiti e fare in modo di alleggerire un po' il tratto per farli magari scomparire?

Abbracciateli e fateli vostri. Si ridimensioneranno lasciandovi più leggeri. E poi,

Accettate il rifiuto come una parte del gioco

6. Imparare a ridere di noi stessi

C'è un'ultima cosa che ha un effetto meraviglioso su ciascuno di noi: Ridere di noi stessi. Ci avete mai provato?

Suvvia, fatevela una bella risata! Vi siete messi qualche grillo per la testa, poteva andare bene e per il momento non è andata, punto e a capo. Mica vorrete demordere, no, solo prendervi un po' di tempo e nel frattempo prendervi in giro con una buona e sana dose di ironia, che non deve mancare mai.

Si chiude una porta? Poi si apre un portone!

Uno degli adagio più veri di sempre. 'Qualcuno' o 'qualcosa' è pronto a correggere il passo nella direzione sbagliata al posto nostro, una sorta di folletto che lavora per noi. Un po' maldestro, a volte la porta gli sfugge e ce la sbatte in faccia ridacchiando, perché non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Ma mentre voi siete alle prese con il metabolismo del fallimento e del rifiuto, curando il vostro ego ferito, il folletto lavora per voi! Vi cerca un'altra strada e stavolta, perché non vi confondiate, vi metterà davanti un bel portone.

Non dovrete fare altro che bussare e spingere dolcemente. Il portone giusto lo riconoscerete, perché potrete imbroccarlo senza dovervi sbucciare i gomiti. Sarà su misura per voi perché ve lo sarete conquistato.

Per ogni porta in faccia, per ogni strada chiusa ce n'è un'altra che si apre. Non abbiate timore di tentare ancora, perché

l'unico modo per fallire è smettere di provarci

E voi, come vi riprendete da una porta presa in faccia?

 




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