Phastidio


Crisi: tagliate responsabilmente!
Il direttore del Dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale, Carlo Cottarelli, si dice preoccupato per l’eccesso di stretta fiscale in atto nei paesi sviluppati. Si conferma che l’istituzione di Washington ha completato la propria inversione ad U sulla politica fiscale, passando in pochi mesi dalla sollecitazione all’austerità all’invito a non esagerare. Viviamo tempi (...)
Grecia, e venne l’ora della deflazione
Continuano le fibrillazioni greche sul pacchetto di ristrutturazione onnicomprensiva per giungere all’erogazione della nuova tranche di aiuti internazionali. Dopo aver apparentemente concluso l’accordo con i creditori privati, con un taglio del valore nominale del 50 per cento ma una perdita in termini di valore attuale netto del 70 per cento, è ora il turno degli interventi sul mercato del (...)
Ma quanto è facile uscire dall’euro
Chiunque pensi che uno o più paesi possano uscire dalla moneta unica senza che ciò causi un effetto equivalente ad un evento bellico, è un folle o semplicemente uno sprovveduto, che vive a pieno titolo nella società dell’”opinione pubblica globale”. Quella che pensa bastino i social network per avere il mondo in mano. Mesi addietro Lord Wolfson, amministratore delegato del retailer inglese Next, (...)
Liberalizzazioni: avanti piano, nel paese delle barriere all’entrata
Il giudizio sul pacchetto di misure varato venerdì al termine di un consiglio dei ministri claustrale può essere riassunto con una sola frase: si potrebbe e si dovrebbe fare di più. Ma occorre fare la tara per l’ambiente italiano, e per la sua scarsissima predisposizione ad accettare un concetto come quello di competizione. La logica dell’ampliamento della pianta organica, riferito a farmacie e (...)
Mario, Sisifo e la democrazia
In un editoriale sul Financial Times, Martin Wolf illustra le difficoltà a far sopravvivere l’Eurozona, nell’attuale quadro di prescrizioni sghembe e incapacità a leggere la realtà dei mercati. E lo fa citando due paper, uno di Jean Pisani-Ferry ed uno di cui è co-autore Paul De Grauwe, che indicano i problemi reali e non quelli frutto dell’ideologia austera che sta distruggendo l’Eurozona. Di (...)
Vertice franco-tedesco: ripartire dalla crescita. E Merkel aspetta Monti
Ieri si è tenuto l’ennesimo vertice bilaterale tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, in preparazione del messianico Eurogruppo del 23 gennaio, che sarà preceduto dall’incontro trilaterale del 20 gennaio a Roma con Mario Monti. Ieri i nostri due eroi hanno posto l’accento sulla crescita, ma senza troppa convinzione, seguiti a ruota dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Ma quanto (...)
Panico in Spagna a causa delle banche e delle autonomie locali
Si moltiplicano le cattive notizie per l’economia spagnola. Non tanto il recente aumento della disoccupazione quanto lo stato del sistema bancario e l’enorme rubinetto aperto nei conti pubblici del paese a causa delle dinamiche di spesa delle autonomie locali. Riguardo le banche, che sono impiombate dallo sboom immobiliare, il governo di Mariano Rajoy, su calda raccomandazione delle due (...)
Il “modello spagnolo” ed il provincialismo italiano
Flusso di notizie ancora piuttosto banalotto, soprattutto nel Belpaese, dove i telegiornali ancora si attardano sui botti di Capodanno e sulle misure da prendere per porre fine alla cosiddetta tradizione. Tra le notizie più serie, i consuntivi del mercato europeo dell’auto, ancora in profondo rosso nel 2011, e destinato a deprimere anche quest’anno produzione industriale e Pil. Più interessanti (...)
Aste dei titoli: i problemi restano e si aggravano
Dalla due giorni di aste di titoli pubblici, conclusasi oggi, si possono trarre alcune considerazioni. In primo luogo, il “grande successo” dell’asta dei Bot semestrali di ieri è stata fortemente distorta dalla enorme liquidità presente nelle tesorerie bancarie, che ha sorretto la domanda. Comprare Bot a sei mesi permette alle banche di effettuare un impiego di liquidità molto remunerativo, in (...)
Asta Bce: le banche chiedono 489 miliardi. La bomba di liquidità di Draghi
All’asta di liquidità a tre anni della Bce, le banche chiedono l’importo monstre di 489 miliardi di euro, dopo “calde” sollecitazioni delle autorità monetarie nazionali. Per gli amanti delle tecnicalità, circa 257 miliardi dell’importo totale derivano da “riciclaggio”, o meglio reimpiego su differente scadenza, dei fondi da operazioni di rifinanziamento con la Bce di altre scadenze, quindi possiamo (...)

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