domenica 26 febbraio - Yvan Rettore

Perché proseguirà il declino della Sinistra istituzionale in Italia

​In queste ultime settimane si è assistita ad una vera e propria frenesia a Sinistra. 
Prima c'è stata la nascita di "Campo Progressista", formazione "stampella" del PD che riunisce la Sinistra radical-chic (quella dei salotti borghesi) dell'ex-sindaco arancione Giuliano Pisapia. 
Manco il tempo di analizzare per bene questa nuova creatura politica (erede dei fasti prodiani) che nasce Sinistra Italiana (ovvero il SEL che si è rifatto un lifting di immagine ma ai cui vertici rimangono saldamente ancorati i membri della nomenclatura comunista, a cominciare dal segretario uscente, Nicola Fratoianni).


Infine, oggi vede la luce "Articolo 1: Movimento Democratici Progressisti", partito che riunisce una massa di ex di SEL e PD: Scotto, Rossi, Speranza, D'Attorre, ecc...
Rimangono nel carrozzone di questo schieramento gli inossidabili comunisti del PRC e dei CARC (entrambi ridotti al lumicino) e "Possibile", movimento che ruota essenzialmente intorno alla figura di Pippo Civati (ex PD).
Poi ci sono "Coalizione Sociale" del segretario della FIOM, Landini, che continua ad insistere che trattasi essenzialmente di una aggregazione di forze sociali senza ambizioni politiche e "Dema", il movimento nato dall'esperienza amministrativa di De Magistris.
E infine rimane Michele Emiliano che intende disperatamente fermare il dominio renziano nel PD per farlo tornare nell'area di Sinistra.
Credo che non ci sia un paese al mondo con una tale confusione di sigle a Sinistra.
E si parla, si discute, ci si avvicina tra ex, ex ex, tutti a parlare di lavoro, di diritti sociali, di far risorgere la Sinistra intorno ad un nuovo soggetto politico.

Ma alla fine questi personaggi, questi leader presunti o imposti, le segreterie di partito sono talmente presi dalla loro smania di potere e di concludere al più presto accordi e alleanze per garantirsi un'esistenza nella prossima legislatura, da avere dimenticato un elemento fondamentale: la gente comune.
Infatti, ad eccezione di "Dema" e (in parte) di "Coalizione sociale", tutte le altre formazioni hanno un carattere verticistico. I leader eletti o autonominati non dialogano con la base, non ci sono dialettica né trasparenza in ciò che si dice e in ciò che si fa (spesso e volentieri le due cose manco coincidono!) e il tutto si riduce più a parlare di strategie elettorali e di azioni opportuniste che di approfondimenti reali e concreti tesi a creare le fondamenta di quella militanza attiva che dovrebbe essere il sale della Sinistra a prescindere dalle varie "parrocchie" che pretendono di rappresentarla.
In questo contesto, gli aderenti rimangono confinati a semplici "soldatini" che aspettano gli ordini che vengono dall'alto al quale hanno delegato in toto l'iniziativa e la conduzione sia della gestione del partito che dell'impegno politico in quanto tale.
Si parla perfino di "Stati generali della Sinistra", limitandosi alle entità già note di cui sopra e tralasciando invece quelle che in tutti questi anni la Sinistra l'hanno rappresentata davvero a livello locale attraverso comitati di lotta, movimenti di difesa dei cittadini, sindacati di base e liste civiche anti-casta.
Queste entità sono la Sinistra autentica e genuina di questo paese e non tutte quelle aggregazioni da "Armata Brancaleone" (fatta eccezione per "Dema" e "Coalizione Sociale") di cui sopra che credono di avere comunque la verità in tasca e di ergersi a rappresentare la Sinistra, senza manco alimentare una dialettica costante col popolo che la rappresenta.
Per questo motivo, qualsiasi aggregazione tra queste formazioni porterà inevitabilmente ad un ulteriore ridimensionamento della Sinistra in questo paese, perché al contrario di quanto avvenuto con "Podemos" in Spagna (e ancor di più col "Mas" in Bolivia") si tratterrà della semplice somma di sigle (non omogenee tra loro) intorno ad un progetto comune di riconquista del potere e nulla più.
Una autentica rinascita di un forte soggetto di Sinistra in questo paese potrà avvenire soltanto riunendo tutte quelle forze di base che ho citato poc'anzi, al di fuori dei partiti costituiti (vecchi o nuovi), superando le ideologie del passato (in particolare quella più conservatrice di matrice comunista) e le logiche di potere che hanno finora contraddistinto la politica nostrana per giungere alla formazione di una federazione di entità tutte di pari dignità e in cui la gestione della stessa avverrà secondo criteri orizzontali e non più verticistici.
Questa è la Rivoluzione Socialista che bisogna proporre a Sinistra. Tutto il resto è soltanto aria fritta e nulla più!

Yvan Rettore



2 réactions


  • pv21 (---.---.---.154) 26 febbraio 11:33

    Oltre mare >

    Il titolato giornalista A FRIEDMAN sembra non riuscire (?) a capacitarsi dell’appeal e del favore goduti dal super magnate Donald TRUMP anche presso le classi meno abbienti e “decadute” del popolo degli USA.


    Forse non ricorda che già 20anni fa il plurimiliardario S BERLUSCONI scendeva in politica cavalcando analoghi slogan. Grande “amore” per l’Italia ed impegno a fare più “ricchi”, liberi e felici gli italiani.


    Vero è che TRUMP ci sta mettendo, IN PIU’, dei veri atti di “guerra” contro quei canali d’informazione portatori (a suo dire) di “fake news” e discredito. E come tali da trattare al pari di “nemici del popolo”.

    Cosa che non sembra scandalizzare più di tanto lo stesso Friedman.


    Eppure dovrebbe sapere quanti regimi a dir poco autoritari hanno preso corpo e vigore in nome della sicurezza e del riscatto nazionale.

    La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce remore, limiti …


  • Roberto (---.---.---.16) 26 febbraio 16:46

    C’è un’altra lettura di quello a cui stiamo assistendo.

    Tutto questo frenetico e finto rimescolamento di finte sinistre, senza un vero programma e quindi indistinguibili l’una dall’altra, è tutto in preparazione delle prossime elezioni (l’unico autentico interesse nella pancia di questi signori), ed ha un solo obbiettivo: disinnescare la mina M5S, cercando di toglierle voti attirando quelli dei tanti delusi dalle sinistre che hanno votato o voterebbero per la prima volta il Movimento.
    Non si rivolgono se non marginalmente agli astensionisti orfani della sinistra, che da questa confusione saranno ancor meno motivati a tornare alle urne, ma contano sulla matematica elettorale: è infatti assodato che 2 e più sigle simili assommano percentualmente più voti di una sola.

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