lunedì 20 marzo - Oggiscienza

Perché è importante (e facilissimo) donare il plasma

Al via in Toscana una "etichetta etica” per i prodotti emoderivati grazie a donazioni volontarie di plasma. Un gesto importantissimo anche per l'economia sanitaria, ma che facciamo ancora poco.

di Cristina Da Rold 

È notizia di questi giorni che la Toscana è la prima Regione in Italia ad aver introdotto una “etichetta etica” per i prodotti emoderivati, cioè per le donazioni volontarie di plasma da donatori italiani. Le sacche di plasma sono poi inviate all’azienda produttrice di farmaci plasmaderivati – attualmente ce ne è solo una – per la sintesi dei farmaci. Stiamo parlando di prodotti come albumina, immunoglobuline, fattore VIII e altri fattori della coagulazione che sono chiamati farmaci salva-vita utilizzati per esempio per il trattamento di malattie rare come l’emofilia A e B.

“La legge italiana impone che non ci sia alcuna forma di remunerazione per chi dona sangue, plasma e piastrine, al contrario di altri Paesi – spiega Simona Carli, direttrice del Centro regionale sangue della Regione Toscana – e per questo la nostra Regione ha pensato di valorizzare per lo meno simbolicamente il gesto di quanti donano gratuitamente il proprio plasma apponendo questa etichetta etica sulle confezioni dei farmaci sintetizzati grazie a queste donazioni. Abbiamo in realtà recepito un Decreto Ministeriale del 2016, che dà facoltà di apporre questa etichetta, e siamo stati la prima Regione italiana a farlo.”

La donazione di plasma è altrettanto importante di quella del sangue, ma ancora ritenuta non altrettanto importante da molti donatori. È un tipo di donazione meno impegnativa per l’organismo, e infatti può essere effettuata ogni 15 giorni a differenza della donazione di sangue che prevede un intervallo tra le donazioni di sangue minimo di 90 giorni per gli uomini e 180 per le donne. “Per questo ogni donatore è prezioso – prosegue Carli – ma sono ancora in pochi coloro che sanno di questa possibilità, rispetto a quanti donano il sangue.” Durante una seduta vengono prelevati circa 650 ml di plasma e i requisiti di idoneità per i donatori di plasma sono gli stessi della donazione di sangue intero. La donazione di plasma permette inoltre di recuperare alla donazione anche i soggetti con valori di emoglobina al di sotto della soglia richiesta per le donazioni di sangue intero, in quanto le modalità consentono di reinfondere i globuli rossi e raccogliere solo la parte liquida del sangue, appunto il plasma.

“La Toscana – prosegue Carli – è una delle Regioni italiane dove si raccoglie più plasma in Italia, insieme a Lombardia, Emilia Romagna e Veneto”. Dai 69 000 litri di plasma toscano avviati al frazionamento, vengono prodotti 4,7 milioni di unità di fattore VIII (un importante fattore anti-emofiliaco, fondamentale per la corretta coagulazione del sangue), 2,1 tonnellate di albumina, 278 kg di immunoglobuline IV, 8,84 milioni di UI di antitrombina III, 0,6 milioni di UI di fattore IX, 2,3 milioni di UI di complesso protrombinico.

La donazione volontaria di plasma presenta aspetti importanti anche in termini economici per i sistemi sanitari regionali. “Se dovessimo acquistare questi prodotti sul mercato – continua Carli – ci costerebbe circa 22 milioni di euro, mentre nel nostro caso la Regione Toscana, per produrli a partire dal plasma donato gratuitamente spende circa 10 milioni di euro.” Eppure nonostante i buoni numeri di alcune Regioni, a livello di Paese potremmo fare molto di più. “Si dona relativamente poco il plasma – ci spiega la dottoressa – principalmente per una carenza di specifiche campagne di sensibilizzazione sul tema”.

“Va inoltre precisato che il plasma raccolto dalle donazioni volontarie è oggi sicurissimo”, conclude Carli. “Gli episodi di cronaca di plasma contaminato per esempio con il virus dell’HIV sono fatti di vent’anni fa, non è assolutamente la realtà di oggi, dove le procedure di selezione del donatore, gli esami eseguiti prima della donazione e dopo sul campione di plasma prelevato e inoltre il processo industriale di lavorazione del plasma ci permettono di affermare che i farmaci plasmaderivati sono estremamente sicuri”.


@CristinaDaRold




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