giovedì 23 marzo - Camillo Pignata

Perché Jeroen Dijsselbloem si deve dimettere

Jeroen Dijsselbloem, in un'intervista, al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha detto che i Paesi del Sud Europa "spendono tutti i soldi per alcol e donne e poi chiedono aiuto".

Un rappresentante delle istituzioni europee non può esprimersi in questi termini, e se lo fa, si deve dimettere.

Jeroen Dijsselbloem si deve dimettere, per l'offesa ai popoli e ai governi del sud Europa, ma soprattutto perché la sua incapacità di pesare la gravità delle parole pronunciate, per la sua arroganza di ragazzino prepotente, che rifiuta di scusarsi , costituiscono un pericolo per il buon funzionamento delle istituzioni europee.

L’intervista del politico olandese ha azzerato le possibilità di una serena ma necessaria collaborazione tra i rappresentanti politici dell'Europa. E tutto ciò è tanto più grave perché interviene in un momento cui si affermano le forze politiche che predicano l'uscita dall'Europa.

Non esistono solo le regole economiche ma anche le regole politiche, e la prima regola politica tra gli alleati è il rispetto reciproco.

Quello che consente a più stati di convivere nelle istituzioni europee, e ne determinano l’affidabilità. Ma a Jeroen Dijsselbloem questo non è chiaro.

Così come non è chiaro, che nei rapporti tra stati, si usa un linguaggio accorto e prudente, e non quello di qualche bar di periferia.

Se voleva condannare le spese folli di taluni paesi, che non legittimano le richieste di aiuto, poteva parlare di sprechi e non di "donne e di alcool" che è solo un un’ inutile e stupida offesa alla gente del sud europa.

Certo su come è stata fatta la spesa pubblica, in Italia e in altri paesi europei, una riflessione va fatta. Ma sono tante le riflessioni da fare, le cose da dire e i rimproveri da muovere, alla Germania per il surplus commerciale, ai paesi europei per l'isolamento dell'Italia e della Grecia nell'accogliere gli immigrati.

Ma su questi punti l'olandese, non ha niente da dire. Certo che è ben strano il comportamento di questo signore, che tace quando dovrebbe parlare, e parla sproposito quando dovrebbe tacere o parlare meglio. Ma Jeroen Dijsselbloem rimarrà al suo posto, perché sorretto dalla Germania.

Può il sogno europeo, non può affogare nella melma della prepotenza di un ragazzino viziato, o nel cinismo di chi lo difende per interessi nazionali, nella pavidità di chi tace per non inimicarsi i potenti? C’è il rischio che se il politico olandese non si dimette, si dimettano gli elettori europei.

E questo è bene che Germania ed Olanda se lo mettano bene in testa.




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