lunedì 27 marzo - Yvan Rettore

Papa Francesco, un uomo, non un eroe

Si può essere credenti o meno, ma è evidente che questo papa stia cercando, al contrario di diversi suoi predecessori, di ridurre l'influenza delle lobby vaticane che hanno completamente sconvolto le fondamenta stesse del cristianesimo.
Dallo IOR alla "nobiltà" di certi vescovi e cardinali, per non parlare degli intrallazzi della Chiesa con certi regimi fascisti e corrotti passati e attuali e degli innumerevoli casi di pedofilia accertati, il percorso di riforme intrapreso da Papa Francesco è irto di ostacoli, ma concreto e autentico.
I suoi delatori non si ritrovano però soltanto ai vertici del Vaticano, ma anche in parte della gente comune che si limita a "bere" le informazioni che riceve senza capire in quali contesti si siano verificati certi fatti, ergendosi attraverso i social network a critico e giudice del passato di questo pontefice.


Questo papa viene criticato ferocemente dai nazionalisti di vari lidi, perché contrariamente alla logica assurda della violenza, Papa Francesco cerca instancabilmente di costruire ponti di dialogo tra le varie diversità umane presenti sul nostro pianeta, siano essere religiose o culturali. E tutto questo per consolidare la pace e l'amicizia tra i popoli, perché alla fine della fiera siamo (volenti o nolenti) tutti abitanti di una grande casa comune che è la "Madre Terra". E questo sforzo immane richiede qualità che spesso non si ritrovano fra i leader politici contemporanei: pazienza, buon senso, intelligenza e tanta...tanta umiltà!
Papa Francesco viene perfino accusato di essere responsabile indiretto di certi crimini avvenuti durante il regime militare argentino. A parte il fatto che certi orrori incombono unicamente ai membri di tale regime, bisogna ricordare che allora Papa Bergoglio era soltanto poco più di un prete di strada, che, per poter salvare anche la propria vita, dovette continuamente mediare tra la ferocia del regime da una parte e la gente che assisteva nelle baraccopoli, nonché i propri colleghi e collaboratori dall'altra. Sicuramente ha commesso degli errori in quell'epoca, ma chi siamo noi per giudicarlo?

E' facile parlare (anzi sparlare) di fatti e realtà che non conosciamo e soprattutto che non abbiamo mai sperimentato in prima persona. Se avessimo vissuto quell'epoca sulla nostra pelle, forse neppure noi saremmo riusciti noi ad agire come santi, perché non tutti riescono ad essere eroi. A maggior ragione quando si è al servizio di una entità come la Chiesa.

Yvan Rettore



5 réactions


  • pv21 (---.---.---.123) 27 marzo 19:25

    Sottaciuto >

    Di analisi, teorie ed interpretazioni sulla “figura” di questo Papa abbondano tutti i media.

    C’è un altro aspetto che, forse per scaramanzia, viene sottaciuto. Riguarda il “peso” della sussistenza della sede del Vaticano nella capitale d’Italia in materia di terrorismo islamico.

    Le principali capitali Europee sono state teatro, anche più volte, di tragici attentati terroristici. Primo obiettivo della campagna jiadista è colpire e punire tutti gli infedeli.

    Tutti ricordano come Giovanni Paolo II° rischiò la vita in Piazza San Pietro, per mano di un killer turco (Lupi grigi).

    Per contro, le pur reiterate minacce dell’Isis finora non si sono in alcun modo concretizzate. E come spiegazione non basta darne merito all’alta capacità professionale della nostra intelligence.


    Ecco il punto.

    Lo Stato Islamico è ben consapevole che un siffatto attentato scatenerebbe una sorta di nuova Crociata. La reazione “militare” dell’intero Occidente sarebbe micidiale e spietata.

    TUTTI gli attuali presidi jiadisti verrebbero colpiti, con ogni mezzo e senza riserve e limiti. FINO ad essere letteralmente spianati. Sarebbe una guerra “lampo” mai vista prima.


    Concepire un attentato in Vaticano e/o contro il Papa vorrebbe quindi dire correre un rischio del tutto ingiustificato.

    Ergo. Sottacere è come perorare una Fede, senza miracoli


    • yvan (---.---.---.64) 27 marzo 20:08

      Appunto. Si tratta di un altro aspetto che esula completamente dal contenuto dell’intervento dell’autore del post, in quanto riguarda il tema del terrorismo e non la figura del papa.


  • pv21 (---.---.---.123) 28 marzo 18:06

    PS > Il mio intervento comincia con "di analisi, teorie ed interpretazioni sulla ’figura’ di questo Papa abbondano tutti i media".

    Quello che segue vuol essere un contributo "aggiuntivo" su un tema che viene "sottaciuto" (forse per scaramanzia), ma che ha a che fare con la storia della Chiesa e la nostra matrice cristiana.

    Un mosaico secolare di cui Papa Francesco è solo una delle caselle.

    Di più. Un patrimonio nazionale che in nome di una sedicente moderna "laicità" alcuni vorrebbero addirittura emarginare. ... 


  • yvan (---.---.---.68) 28 marzo 23:08

    Appunto. A maggior ragione ribadisco quanto già affermato nel mio commento precedente.


  • pv21 (---.---.---.121) 29 marzo 19:55

    Altri spunti ? >

    C’è un tema che sta tanto a cuore a questo Papa: gli ultimi e gli emarginati.

    Dare, se capita, rifugio o qualche soldo o un pezzo di pane a chi è in stato di sofferenza non significa doversi fare carico della intera sua esistenza.

    Solidarietà e accoglienza devono comunque rispondere a precise metodiche, regole e limiti. Altrimenti ci ritroveremmo in poco tempo sospinti tutti verso la regressione.

    MA neppure si migliora siffatta dura condizione riempiendo parchi e piazze per “regalare” parole di conforto e consolazione.


    Ancora.

    Le nostre società “evolute” sono ormai “impestate” dal consumismo. Quello che più conta è apparire e lasciare “traccia” sul vasto pubblico.

    Dalle tv al web è un continuo carosello di selfie. Papa compreso.

    E’ una sorta di (auto)idolatria dove quello che più vale è il corpo, l’attimo, il gesto e non l’anima.

    A questa imperante deità “virtuale” sono sacrificati non pochi dei principi e dei genuini valori umani. Nello stesso calderone si arrivano così a mischiare il sacro ed il profano; perfino la morte con la vita.

    Coincidenza!

    Mentre ogni atavico concetto di legame familiare si sta dissipando, in nome della “misericordia” proprio ora è stata “socchiusa” la porta a omosessuali e divorziati. …

    e poi taccio …


Lasciare un commento