martedì 18 aprile - Marco Barone

Ora Trump, il guerriero, è un "bravo ragazzo" per i media dell’Occidente

Nazista, dittatore, fascista, pazzo... non è l'America. Votato da milioni di Americani, anche se non dalla maggioranza. Doveva impostare una politica in stile isolazionista. Doveva mettere in discussione la Nato, obsoleta. Doveva tante cose. Ma da quando ha iniziato a prendere i primi schiaffi, uno su tutti, il blocco della controriforma sanitaria, qualcosa è mutato. Arrivano finanziamenti pesanti per l'esercito.
Ed iniziano a cambiare i rapporti internazionali. La Russia è ora se non un nemico poco ci manca, la Cina, che prima era il nemico numero uno, ora è diventata alleata pro tempore. Ma la cosa che più impressiona è da un lato il silenzio di tutti i grandi democratici da quando ha iniziato a mostrare i muscoli militari, ad attuare azioni che ben avrebbe adottato la Clinton, ed infatti non è un caso il silenzio che ad oggi arriva proprio da quel gruppo politico, almeno qui in Europa. Dalla buffonata della madre di tutte le bombe, che ha ucciso comunque, alla questione controversa delle presunte armi chimiche, ai bombardamenti illegali in Siria, alle pressioni contro la Corea del Nord. Gioca alla guerra Trump, e questo gioco piace all'Occidente, perché ha necessità di mantenere gli stessi schemi, gli stessi nemici di un tempo con le stesse modalità di un tempo. Nessuno è in grado di dire se si arriverà ad una catastrofe pazzesca, quando si giostra con manipolatori a loro volta manipolati, basta un niente per cadere in una situazione senza più ritorno. Senza più ritorno è ad oggi il movimento contro la guerra, pur essendo in una situazione di crisi esistenziale profonda, letteralmente sparito, azzerato, e qui sorgono molti dubbi sulla spontaneità di certe azioni.
Insomma, da quando Trump ha iniziato a giocare alla guerra, è diventato un "bravo ragazzo" per gli americani e soprattutto per buona parte dei media occidentali. Se non è questa una prostituzione dei media e di parte della stampa che altro dire?

Marco Barone




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