mercoledì 18 gennaio - Clash City Workers

Monte dei Paschi, la truffa del salvataggio. Ovvero come i potenti si arricchiscono dicendo di tutelare i piccoli risparmiatori

Nelle ultime settimane si sono scritti fiumi di parole sul salvataggio di MPS ed effettivamente anche noi avremmo avuto non poche cose da dire, ma prima di esprimerci abbiamo preferito leggere il testo del decreto è approdato in parlamento per la conversione.

Ebbene ora, dopo aver letto attentamente le carte, possiamo affermare con certezza che si tratta di una vera e propria truffa ai danni di tutti noi e soprattutto che dietro la presunta tutela dei risparmiatori si cela l'ulteriore arricchimento di pochi.

Salvare una banca vuol dire in concreto socializzarne le perdite mentre tutti gli utili fatti in precedenza restano chiaramente privati. Un evidente ingiustizia che tra l'altro mostra ancora una volta quanto ipocriti siano politici, banchieri e padroni che quando le cose girano bene condannano in ogni modo l'intervento dello Stato nell'economia e glorificano l'infallibilità e l'autonomia dei mercati, mentre quando si trovano in difficoltà non esitano a pretenderne il tempestivo intervento.
Intervento che chiaramente si deve limitare a rimettere in sesto la banca che una volta ritornata profittevole deve essere restituita al mercato come afferma lo stesso Governo.

Già questo basterebbe, ma nel caso specifico al danno si aggiunge la beffa perché a leggere i dettagli dell'operazione di salvataggio scopriamo che la presunta tutela dei risparmiatori si tradurrà nel rimborso delle obbligazioni, comprese quelle subordinate, al prezzo nominale. Le obbligazioni non sono altro che un "prestito" che il privato concede alla banca che si impegna a scadenza a rimborsare il capitale e chiaramente a corrispondere un interesse. Le obbligazioni subordinate differiscono dalle semplici obbligazioni perché in caso di difficoltà finanziarie la banca rimborserà prima le ordinarie e poi eventualmente quelle subordinate. Il vantaggio di sottoscrivere una obbligazione subordinata sta nel fatto che riconoscono un rendimento superiore proprio in virtù della loro maggiore rischiosità.

Ora, se si fosse fatto con MPS come nel caso di Banca Etruria e si fosse applicata la famigerata disciplina del Bail-In (inderogabile fino a pochi giorni fa), che vieta il salvataggio pubblico, gli obbligazionisti subordinati non avrebbero visto il becco di un quattrino. Ma si sa che per i potenti le leggi valgono solo quando convengono e così clamorosamente il governo procede ad un vero e proprio salvataggio pubblico che pagheranno i contribuenti, il cosiddetto Bail-Out, solo travestito da Burden Sharing, procedura che prevede invece il coinvolgimento degli obbligazionisti subordinati i cui titoli dovrebbero essere convertiti in azioni.

Insomma attraverso un artifizio normativo il decreto prevede che anche le obbligazioni subordinate vengano rimborsate a prezzo pieno così come previsto al momento della sottoscrizione. Piccolo particolare che però viene omesso dal governo è che gli attuali detentori di obbligazioni subordinate sono con tutta probabilità solo in minima parte coloro che le hanno sottoscritte direttamente con la banca al momento delle emissioni. Infatti, successivamente alla loro emissione, le obbligazioni possono essere vendute sul mercato e il prezzo a cui avviene lo scambio dipende ovviamente dalla domanda e dall'offerta. Quando una banca naviga in cattive acque ovviamente il valore delle sue obbligazioni si abbassa proprio perché si fa più probabile la possibilità che il capitale non venga restituito. Così un'obbligazione che vale 100 la di può comprare a 90, a 75 ma anche a 50, e questo è proprio il caso del Monte dei Paschi. State sicuri che i piccoli risparmiatori, quelli che il decreto dice di voler tutelare e per cui il governo farà pagare tutti noi, si sono disfatti delle obbligazione molto prima del fallimento dell'operazione di ricapitalizzazione. Sopratutto dopo il caso del fallimento delle quattro banche molti piccoli risparmiatori hanno pensato che era meglio portare a casa una perdita, anche consistente, piuttosto che rimanere a bocca asciutta e così i prezzi sono letteralmente crollati. Qualcuno chiaramente però ha comprato quelle obbligazioni subordinate a prezzi stracciati e ora sta per realizzare degli enormi guadagni perché quello che magari ha pagato 50 ora vale 100.

Stando alle cronache il testo del decreto era pronto da molti mesi e Renzi lo teneva in caldo nel cassetto proprio mentre affermava pubblicamente che per il Monte dei Paschi non c'erano problemi e che anzi chi avrebbe investito nella banca avrebbe fatto un grande affare. Pensate a quanti ai piani alti sapevano la verità sullo stato dei conti di MPS, la cui ricapitalizzazione attraverso il mercato era impossibile tanto che solo ora si è scoperto che non dovrà essere, come sempre si era detto, di 5 miliardi ma di ben 8,8 miliardi, e che soprattutto erano a conoscenza del testo del decreto e del dettaglio sul rimborso delle obbligazioni subordinate. Forse sono proprio loro quei pazzi che contro ogni logica hanno acquistato le subordinate sul mercato quando tutto faceva intendere che le cose si mettevano male e che con il Bail-In in vigore sarebbe stato un affare a perdere.

Se si fosse realmente voluto tutelare i risparmiatori senza pesare troppo sulle spalle della collettività, si sarebbe potuto tranquillamente stabilire il rimborso al prezzo a cui effettivamente erano state acquistate le obbligazioni subordinate, così che chi ha pagato 100 riceve 100 e chi ha pagato 50 riceve 50. Ancora meglio se si fossero poi affiancate delle soglie per il rimborso, perché è evidente che la pensionata che ha una subordinata con valore nominale di 20.000 euro a cui magari è stata venduta in maniera non proprio limpida, merita maggiore tutela del milionario che si diverte a fare trading come se fosse al casinò di Montecarlo e possiede subordinate con un valore nominale di centinaia di migliaia di euro.

Evidentemente però bisognava speculare fino all'ultimo su Monte Paschi e quindi dopo i prestiti milionari concessi ai grandi imprenditori senza garanzie e mai più restituiti, la compravendita a perdere di Antonveneta, i derivati, le commissioni pagate a Jp Morgan per una ricapitalizzazione mai avvenuta oltre al rimborso del prestito ponte sempre alla banca americana, i compensi dei top manager, ora anche la truffa sulle subordinate.

Morale della favola:
I creditori di Banca Etruria & co sono degli sfigati perché il Bail-In è stato solo per loro. I piccoli obbligazionisti subordinati di Monte dei Paschi sono dei fessi perché sono stati prudenti e si sono disfatti dei loro titoli per tempo. Coloro che hanno sottoscritto obbligazioni ordinarie MPS sono doppiamente fessi perché sono stati super prudenti e così si sono accontentati di un rendimento inferiore quando poi non sarebbe cambiato niente in termini di rischio sottoscrivendo le subordinate che erano maggiormente remunerative.
Siamo tutti degli stupidi perché ci rapinano e noi manco che ne accorgiamo e li lasciamo fare...speriamo ancora per poco!




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