giovedì 10 agosto - Essere Sinistra

Migranti | "Salvare vite umane: non possiamo permettercelo": le dichiarazioni del senatore PD, Stefano Esposito

E' Darwinismo sociale: oggi i migranti, domani i malati o i pensionati. Finalmente! “Finalmente” il senatore della Repubblica Stefano Esposito ha frantumato una barriera, ha sbriciolato quell’argine che impediva di proclamare apertamente che i diritti umani sono merda.

di Jean DE MILLE

Lo ha fatto pochi giorni fa ad Agorà, nel modo più cinico, dichiarando che “alcune ong ideologicamente pensano solo a salvare vite umane: noi non possiamo permettercelo”.

La gravità dell’affermazione è palese: il senatore pro-Tav, trasmigrato di maggioranza in maggioranza all’interno del Pd, brillante “giovane” in carriera, ha sfondato una breccia, nella quale dietro a lui si precipiteranno tutte le iene che rappresentano l’egoismo e la meschinità di questo Paese putrescente.

Il darwinismo più feroce, prodotto di un liberismo che non conosce limiti etici, è “finalmente” sdoganato: oggi assume un carattere etnico, e si rivolge contro quei migranti ai quali si indirizza l’odio scomposto di larga parte della comunità nazionale.

Domani lo stesso darwinismo avrà un contenuto sociale, e con la stessa pragmatica violenza si riverserà sui vecchi, sui malati, sugli indigenti, su tutte quelle categorie improduttive che rappresentano un carico economico per i garantiti e per le classi dominanti.

Il senatore Esposito, per cui provo l’immensa vergogna di essere coetaneo, si qualifica come apripista di un “pragmatismo della morte”, di una società costruita sulla selezione spudorata e aperta dei più forti e sul sacrificio umano dei marginali, immolati sugli altari della razionalità economica, sullo scannatoio del dio-capitale.

Mi piacerebbe ora che l’infame partito di cui il senatore è dirigente non avesse mai più il coraggio di chiederci un solo voto in nome dell’antifascismo. Ma so bene che non accadrà: spero però che in tanti ce ne ricorderemo al momento di deporre la scheda nell’urna, e ancor più nella prassi quotidiana, nella costruzione di coalizioni elettorali e alleanze politiche.



2 réactions


  • pv21 (---.---.---.13) 12 agosto 19:27

    PARASCHIZZI >

    Stando alla frase “virgolettata” del Sen Esposito si può solo dire che è un modo “sbrigativo” e criptico di esprimere la sostanza di un concetto. Quella di un gigantesco fenomeno epocale tanto complesso quanto difficile da gestire e da governare.

    Nel merito.

    E’ appurato  che talune ONG “vanno a caccia” di barconi stracarichi e fatiscenti pur di “imbarcare” vittime del traffico di esseri umani.

    Come sembra che, per contenere i costi operativi, sia prevista la spola dei piccoli natanti con una stessa nave, di grossa stazza, incaricata di “portare in salvo” i diversi gruppi di migranti ricevuti.

    Ciò detto.

    Salvare vite umane “sempre e comunque” non è limitarsi "solo" ad integrare, facilitare e perfino implementare il business dei trafficanti.

    QUESTO sottintende quel “pensano solo a salvare vite umane”. E’ un modo di “accodarsi” agli eventi che le ISTITUZIONI rappresentative di un paese “non possono permettersi”.


    Altro punto.

    CATALOGARE la suddetta frase come testimonianza del “darwinismo più feroce” e di un “pragmatismo della morte” è del tutto fuori luogo, se non aberrante.

    DEDURNE, come atto predestinato, il “sacrificio umano” dei nostri concittadini più deboli, emarginati ed improduttivi è solo l’eredità di una obsoleta e “sediziosapropaganda ideologica.

    Appare una ulteriore prova di come “approfittare” dei drammi della disperazione.


    Meglio ripararsi da certi “schizzi” che scoprirsi contaminati dalla Pescitudine


  • GeriSteve (---.---.---.128) 13 agosto 20:17

    che squallore di articolo!


    Già il fatto di usare l’espressione "darwinismo sociale" è squalificante, in quanto si tratta di una non-teoria (Darwin poi non c’entra proprio niente), inventata per fare stupidi dibattiti ideologici. Come quegli ignoranti che accusavano Darwin di sostenere che gli uomini discendessero dalle scimmie attuali.

    L’anonimo autore poi accusa il partito PD di essere "infame". La parola infame è un insulto che i mafiosi rivolgono a chiunque collabori con la polizia (non importa se per sete di giustizia o per interesse). Che cosa vorrà mai dire che un partito è infame?

    Che ce ne frega poi se l’autore è coetaneo del senatore Esposito e che si vergogna immensamente per questo fatto del tutto inessenziale?

    Parlando di età: non sarebbe il caso che l’autore crescesse un po’ e si rendesse conto che sempre esistono azioni che una società o uno stato non possono permettersi?

    Parlando seriamente: è possibile non rendersi conto che questo buonismo estremo è esattamente ciò che serve alle mafie delle migrazioni per proseguire nei loro lucrosi traffici?

    GeriSteve


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