venerdì 31 marzo - Antonio Mazzeo

Migranti | Hotspot a Messina. Quando l’assessore De Cola diceva "Lo voglio!"

“Il governo nazionale finora non ha mai localizzato le strutture d’accoglienza senza prima essersi confrontato con le amministrazioni locali. E’ quindi impossibile che Accorinti non abbia dato un assenso di massima, a meno che il sindaco non voglia dire di non aver compreso bene la questione".

Così ha dichiarato a Tempostretto l'ex ministro Gianpiero D'Alia: "Non vorrei che si sia trattato di uno scambio politico legato al Patto per Messina. Il Comune fa realizzare l’hotspot e in cambio il governo velocizza le opere del Masterplan. In questo caso sarebbe un duplice errore, perché l’hotspot causerà tensioni sociali e le opere del Masterplan non sono una cortesia, un regalo, ma un atto dovuto”.
D'Alia ammette inoltre di aver suggerito lui in un primo tempo l'utilizzo di Bisconte per l'accoglienza migranti in alternativa alla vergognosa tendopoli dell'Annunziata, all'interno dell'ex Campo di baseball di proprietà dell'Università degli studi, ma di aver poi sollecitato l'amministrazione comunale a richiedere l'area di Bisconte per realizzarvi il secondo Palazzo di giustizia, scelta invece fatta per l'area dell'Ospedale militare. "Una soluzione che comporterà tempi biblici ed una procedura lunghissima della quale al momento si ha notizia solo di un incontro”, ha affermato D'Alia.

Nostro malgrado, dobbiamo ammettere che il senatore centrista, in una prima fase sostenitore dell'amministrazione Accorinti, dice il vero.

Ecco quanto avvenuto:
Il 17 marzo 2014, il sindaco Accorinti annunciava una trasferta a Roma, per affrontare il tema dell’ex caserma di Bisconte. Secondo le intenzioni dell’amministrazione comunale, a Bisconte dovranno nascere un centro di accoglienza e il nuovo palazzo di giustizia. “E’ un’area di 70mila metri quadri – spiegava il sindaco -, talmente grande che si possono fare entrambe le cose, ovviamente separate. Spero di poter andare a Roma, a parlare direttamente con il ministro Alfano, già nel corso di questa settimana. La nostra scelta ricade su Bisconte perché è l’area più vicina ad uno svincolo della tangenziale. E’ anche un’occasione in più per mettere in sicurezza il torrente Bisconte”.

IL 2 luglio 2014, però, l'allora vicesindaco Guido Signorino, confermava al presidente della Corte d’Appello, Nicolò Fazio, che l’Amministrazione comunale aveva contattato il Governo, per ottenere che uno spazio adeguato della Caserma Crisafulli-Zuccarello (attuale Ospedale Militare) fosse messo a disposizione per la realizzazione immediata del secondo palazzo di giustizia. “Dopo avere discusso di questa opportunità col ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ed averla condivisa con l’onorevole Vincenzo Garofalo, il sindaco, Renato Accorinti, ha sottoposto questa ipotesi al ministero della Difesa all’inizio del mese di giugno e il 15 giugno al governo Renzi”.

Il cambiamento di orientamento dell'amministrazione Accorinti avviene nei mesi in cui l'assessore all'Urbanistica Sergio De Cola "monitorava" l'area delle ex caserme di Bisconte per realizzarvi un grande centro d'accoglienza per i rifugiati. Ecco quanto riportato il 18 aprile 2014 dalla testata online quimessina.it

L’Area militare di Bisconte, localizzata sopra il Villaggio Camaro, potrebbe davvero essere la soluzione per dare accoglienza ai profughi. Questa è l’idea dell’assessore comunale all’Urbanistica, Sergio De Cola, dopo il sopralluogo nel presidio ministeriale, svoltosi lo scorso martedì 15 aprile, insieme ad una delegazione di circa 10 componenti della Difesa.
La vasta zona che si estende per 70 mila metri quadri risulta formata da tre grandi caserme: Gasparro, Masotto e Neserva. “Quest’ultima, rispetto alle altre, sembra in buono stato – chiarisce De Cola -. Tutte le caserme hanno spazi enormi con altrettanti fabbricati al loro interno enormi, per cui ci si domanda perché non si è fatta mai richiesta agli organi competenti per poterle utilizzare. Il responsabile della struttura ha dichiarato di voler cedere ben volentieri alcune parti o addirittura l’intera area al Comune di Messina per gestirla nell’ambito della programmazione d’emergenza abitativa, quale potrebbe essere l’ospitalità agli immigrati in fuga dal loro Paese e giunti nelle nostre coste. Bisogna attendere che le Autorità militari ci inoltrino la documentazione mancante e ulteriori dati e autorizzazioni, dopo l’avvenuta visita che permetterà di decidere su quali specifiche zone operare anche in base alla disponibilità finanziaria”.
La Neserva era adibita ad alloggio delle truppe quindi è già attrezzata di dormitori e servizi igienici. “Occorre fare il punto degli interventi di riqualificazione e manutenzione – osserva ancora De Cola -. A detta degli esperti che hanno partecipato alla visita, gli edifici presenti sono dotati dei requisiti di sicurezza, essendo parte integrante di una zona militare, particolarmente attenta alle norme strutturali e d’impianto”.
Ricordiamo che Messina ha potuto già accedere ai fondi Pon Metro 2014/2020 pari a 80-100 milioni di euro, destinati alle città metropolitane delle regioni ad Obiettivo convergenza. Potrà, per l’esattezza, investire 58 milioni di euro per un piano di inclusione sociale. Di questa somma, 10 milioni e 800 mila euro saranno dirottati per il recupero delle aree militari dismesse quindi compresa Bisconte.

Ecco avviato l'iter per convertire l'ex caserma Bisconte prima in centro di "prima accoglienza" per adulti migranti e minori stranieri non accompagnati", Centro Hub poi per rifugiati e adesso hotspot Frontex-Ue per l'identificazione, la detenzione e l'espulsione di chi è in fuga dalle guerre e dai crimini socio-ambientali prodotti dal modello di sviluppo neoliberista.




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