venerdì 17 marzo - Cesarezac

Meglio oggi o ieri?

La società degli uomini, dai primi insediamenti nelle caverne, via via, prima lentamente, poi sempre più velocemente, si è evoluta fino all'epoca della industrializzazione che ha comportato un significativo benessere sia pure al prezzo di nuovi problemi. L'artigianato, la tradizione orale, che pure avevano prodotto in ogni campo, dalle arti all'architettura, opere straordinarie, hanno dovuto cedere il passo alla tecnologia. Possiamo quindi parlare di evoluzione. Sennonché, giunti ai giorni nostri, si sono abbandonate acriticamente secolari abitudini. Per esempio le botteghe dei barbieri, i cosiddetti barbitonsori, che oltre a tagliare i capelli e radere barbe, esercitavano perfino la professione di dentisti, o meglio di cavadenti. I barbieri, erano un rito, raccoglievano e trasmettevano informazioni; nei piccoli paesi esercitavano anche la funzione di banditori pubblici, leggendo i bandi comunali; erano i social network di oggi. Attualmente, vediamo giovani, barbuti per pigrizia, anziani presbiti, ai quali tremano le mani, incapaci di radersi, che vanno in giro con barbe bianche vecchie di quindici giorni. Le conseguenze sono estetiche e anche psicologiche. L'uomo che usciva dal barbiere si era sentito confortato dalla conversazione, aveva socializzato, usciva dalla bottega in modo presentabile, forte di una apprezzabile autostima.

Oggi, molti uomini ma anche donne, non hanno pudore di mostrarsi in modo sciatto, impresentabile, quando non ridicolo. Il barbiere era una delle agenzie sociali fondamentali, dopo la famiglia, anch'essa in profonda crisi, la scuola, il servizio militare, i portieri, i bigliettai sui mezzi di trasporto pubblico. Il servizio militare obbligatorio era importantissimo più che per la difesa del paese, perché trasformava il ragazzo in adulto, scandiva la sua giornata con orari assai benefici per la salute, lo obbligava alla cura di se stesso e del suo abbigliamento, al rispetto per le gerarchie, per le istituzioni, a interagire con i commilitoni provenienti da ogni regione.

I portieri, vigilavano sulla sicurezza del caseggiato, smistavano la posta, ritiravano le raccomandate, si allarmavano se la signora anziana sola del terzo piano, non dava segni di sé e, se era il caso, chiamavano i soccorsi. Erano i preziosi informatori della polizia, sostituivano le lampadine fulminate e quasi sempre, con l'ausilio della moglie, provvedevano alla pulizia dello stabile.

I giovani di oggi ai quali sono stati sottratti questi basilari punti di riferimento, rifiutano questa società e si danno al vandalismo distruttivo, ai graffiti, alle droghe, al terrorismo o, nei casi estremi, all'annientamento di se stessi, si trasformano in kamikaze.

Gli autisti dei mezzi di trasporto, spessissimo oggetto di efferate violenze, devono essere protetti da cabine blindate e le aziende chiudono i bilanci con deficit di milioni di euro perché in assenza del vaglio dei vecchi bigliettai, moltissimi passeggeri viaggiano a sbafo. Siamo in presenza di evoluzione o involuzione, di progresso o di regresso?




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