lunedì 19 giugno - UAAR - A ragion veduta

Matrimonio laico-umanista | Oggi umanisticamente sposi

L’Irlanda del Nord è adesso il secondo dei quattro Stati del Regno Unito in cui è possibile celebrare un matrimonio umanista che abbia validità legale, ciò grazie alla causa legale vinta da Eunan O’Kane e Laura Lacole, quest’ultima vice presidente di un’associazione umanista.

O meglio, lo sarà se anche nelle successive tappe giudiziarie verrà confermata la sentenza di primo grado, visto che il procuratore generale (analogo all’avvocatura dello Stato in Italia) ha già annunciato l’intenzione di fare ricorso.

Allo stato attuale i matrimoni umanisti sono legalmente validi solo in Scozia, oltre che nell’indipendente repubblica irlandese con cui l’Ulster condivide la stessa isola. Neanche Inghilterra e Galles al momento riconoscono i matrimoni celebrati da qualcuno che non è né un ministro di culto né un rappresentante istituzionale, ma da tempo la British Humanist Association, che fa delle cerimonie laiche uno dei suoi principali servizi, chiede di rivedere la legislazione in merito. Naturalmente Andrew Copson, che della Bha è il rappresentante, si dice pronto con la sua associazione a supportare il governo nordirlandese nel processo di attuazione qualora quanto appena sancito dal tribunale venga confermato.

Il riconoscimento legale delle cerimonie laico-umaniste è uno dei motivi per cui l’Uaar ha a suo tempo richiesto un’intesa con lo Stato in base all’art. 8 della Costituzione, al momento concessa solo alle religioni e in totale discrezionalità del governo, ed è anche uno dei capisaldi del progetto di legge redatto dalla fondazione Astrid dopo un confronto tra varie parti, tra cui anche l’Uaar. Si tratta di un progetto che mira al superamento dell’attuale legislazione basata sui culti ammessi, il tutto nel rispetto degli accordi raggiunti a livello sovranazionale con il Trattato di Lisbona, ma che nei fatti è ben lontana dal raggiungimento del suo scopo.

Purtroppo allo stato attuale un celebrante laico può operare con pieno riconoscimento solo con espressa delega del Sindaco, ma non è chiaramente semplice ottenerlo. Un’alternativa praticata in alcuni casi è quella delle doppia cerimonia simultanea, con il momento prettamente celebrativo officiato dal cerimoniere laico e quello istituzionale condotto dal rappresentante istituzionale che legge gli articoli del codice civile secondo quanto prescritto dalla legge. Anche su questa materia si resta in attesa che l’Italia faccia un ulteriore passetto verso una effettiva laicità.

Massimo Maiurana




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