lunedì 27 febbraio - angelo umana

Manchester by the sea, di Kenneth Lonergan

Joe Chandler, l’attore è un Chandler per davvero, Kyle, pescatore 45enne sofferente di cuore, muore a Manchester by the sea nel Massachusetts e lascia il figlio adolescente Patrick: aveva pensato a tutto Joe, nel testamento aveva previsto che suo fratello Lee tornasse da Boston e facesse da tutore al figlio minorenne. Aveva nelle sue volontà riunito due deprivati dei loro affetti: il figlio Patrick rimasto solo, la nervosissima e sregolata mamma aveva abbandonato la famiglia da tempo, e suo fratello, anch’egli senza famiglia. La perse in un evento drammatico, da egli stesso provocato per incuria, pure la moglie di lui è andata a vivere altrove.

E’ Lee al centro del film: scontroso, solo e che solo vuole rimanere, lo sguardo triste sempre o assorto in qualcosa di incancellabile, fa il portiere factotum di quattro condomìni a Boston, spala neve, ripara tubi idraulici e circuiti elettrici. Attaccabrighe quando può, del suo groviglio di pena in qualche modo vorrebbe liberarsi, povero di parole ma in tutto il film i fatti parlano per lui. Non crede possibile e non vuole accettare di poter ristabilirsi a Manchester che tanta sventura gli portò, un luogo che avrebbe voluto rimuovere o che ha relegato in un angolo oscuro della sua memoria. Ma Patrick non vuole rinunciare al posto dove è nato, dove ha i suoi amici e varie girl-friends (!), la scuola la band e la squadra di hockey, e nel suo nuovo stato desidera questo zio vicino, alla sua compagnia era abituato da piccolo. Due solitudini che Joe, fratello maggiore e padre, ha voluto mettere assieme, due persone di cui ha voluto sempre prendersi cura.

 

Bel film, accuratamente scritto e diretto da Kenneth Lonergan (a lui l’Oscar 2017 per sceneggiatura e regia la scorsa notte), ricco di canzoni e paesaggi, ottimo quando la macchina da presa osserva i personaggi anche al rallentatore oppure ripropone il passato chiarificatore coi flash-back: le parole, di cui del resto è parco, spesso non servono. Attore perfetto Lee-Casey Affleck, nemmeno il suo Oscar è per caso, e le due attrici, Michelle Williams e Gretchen Mol , non potrebbero esprimere meglio la parte che è loro data: la prima è Randi, ex moglie pentita di Lee che reincontra da neomamma, i suoi sguardi esprimono infelicità e insoddisfazione, vorrebbe che la vita tornasse indietro; la seconda è Elise, ansiosissima mamma di Patrick che nemmeno col nuovo cattolico e posato partner ha trovato pace, pure se nella casa in cui vivono un Cristo campeggia nel quadro del soggiorno.

 

 




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