mercoledì 10 maggio - Yvan Rettore

Macron-De Gaulle, il paragone impossibile

In questi ultimi giorni, alcuni media d'Oltralpe si sono azzardati ad indicare Macron come il nuovo De Gaulle!
Trovo questo paragone assolutamente improprio, se non al limite del ridicolo.
Già il fatto di operare simili avvicendamenti tra personaggi di epoche così diverse non ha molto senso, ma poi Macron non ha proprio nulla di un nuovo De Gaulle e questo per vari motivi.
Intanto, De Gaulle quando giunse al potere nel 1959 aveva 69 anni e una lunga e consolidata esperienza politica ed esistenziale.
Godeva di un prestigio immenso creato grazie alla vittoria ottenuta nel corso della Seconda Guerra Mondiale che permise alla Francia di sedere al tavolo delle potenze vincitrici, di guadagnare perfino un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di diventare una delle nazioni protagoniste dei primi passi realizzati verso un'integrazione dei paesi occidentali attraverso la nascita della CEE.
Aveva un enorme carisma e una grande capacità di catalizzare intorno alla propria figura l'intera nazione francese.
Grazie a questi elementi, quando fu chiamato a tornare alla politica attiva (verso la fine degli anni '50), riuscì ad imporre facilmente le linee guida di un cambiamento radicale dei vertici della politica francese (modifica della Costituzione in senso presidenziale nel 1958) e a diventare il più grande presidente che la Francia repubblicana abbia mai avuto.
Durante la sua presidenza, fece letteralmente a pezzi l'estrema Destra francese (rappresentata in particolare dai terroristi dell'OAS) discreditandola dall'alto della sua personalità e del suo prestigio e riuscì a ridurre per diversi anni l'influenza della Sinistra, favorendone le divisioni interne grazie all'introduzione di alcune innovazioni sociali importanti per l'epoca. Rimane celebre rimase la sua frase: "Non mi piacciono i socialisti, perché non sono socialisti!".
In politica estera, la Francia gollista uscì militarmente dalla Nato e rivendicò costantemente una certa indipendenza nella gestione dei suoi interventi politici e militari a livello internazionale rispetto alle direttive statunitensi. Per non parlare del protagonismo sempre più crescente del paese nell'ambito dell'evoluzione della CEE.
Macron non ha ancora dimostrato di cosa sarà capace di fare come presidente e quindi non si possono fare ancora valutazioni in merito. 
Ma ciò che si può sicuramente dire è che non ha né il prestigio, né il carisma e nemmeno le capacità aggregative di De Gaulle. In fondo, 57% dei Francesi non lo ha votato e quindi il suo consenso rimane largamente minoritario nel paese. E le legislative dovrebbero sancire ulteriormente questa sua debolezza evidente.
De Gaulle quando giunse al potere aveva ben altre credenziali di successo!
 
Yvan Rettore



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