lunedì 22 gennaio - Damiano Mazzotti

La scienza nella storia delle guerre in sei droghe

Una materia troppo spesso trascurata è le relazioni tra le guerre. la politica e le droghe, che possiamo ritrovare in questo ottimo saggio: "Killer High. Storia della guerra in sei droghe" (Peter Andreas, Meltemi, Milano, 2021, 319 pagine effettive, euro 20).

 

Discutere dell'utilizzo delle droghe in guerra non è semplice per vari motivi sociali, ma "bisognerebbe riconoscere che la guerra stessa può essere pensata come una droga, la quale probabilmente durera nel tempo, mentre la popolarità di altre sostanze stupefacenti va e viene. I soldati possono "sballarsi con la guerra", come proclamavano molti berretti verdi in Vietnam. Combattere provoca scariche di adrenalina, la stessa cosa che fanno le amfetamine" (p. 319). Cosa indubbiamente vera e molto trascurata.

Naturalmente alcune droghe "sono ingredienti bellici più potenti di altre, e la loro rilevanza nel tempo e nello spazio varia considerevolmente". Comunque ci sono "sei sostanze in particolare: alcol, tabacco, caffeina, oppio, anfetamine e cocaina. Perchè queste sei? In svariate epoche e in modalità diverse, sono le più determinanti per il rapporto tra droghe e guerra. Si va dal nuovo all'antico, da quelle leggere a quelle pesanti, da quelle lecite a quelle illecite, da quelle naturali a quelle sintetiche" (p. 16). In ogni epoca storica e in ogni conflitto una determinata droga può incidere di più sui vari eventi, ma queste droghe sono quasi tutte presenti quasi sempre.

La cannabis non viene ritenuta molto interessante o incidente, mentre andrebbero considerate le implicazioni mediche di molte droghe, e bisogna considerare che quasi tutte "le droghe sono diventate merci globali straordinariamente popolari e redditizie grazie al loro uso non medico (p. 16). Ad esempio "i funghi psichedelici erano popolari tra i guerrieri siberiani sui campi di battaglia di qualche secolo fa, e durante la Guerra fredda la CIA (Central Intelligence Agency) usò LSD per i suoi esperimenti di lavaggio del cervello). A pensarci bene, nessun civile, di nessun paese, può sapere cosa succederà nei prossimi mesi in Asia e in Occidente.

Invece l'alcol è una vera arma antica a doppio taglio: "ha anestetizzato i soldati ma li ha anche debilitati; Ha riempito i forzieri della guerra ma ha anche fatto inferocire i contribuenti" (p. 17; vedi anche in parte la nascita degli Stati Uniti). La nicotina è una delle sostanze che causa più dipendenza e "i soldati furono il vettore perfetto per la diffusione del fumo di tabacco in tutta Europa e poi in tutto il mondo". Infatti veniva aggiunto nelle "razioni militari standart". Poi "le grandi potenze attingevano dalle imposte sul tabacco per pagare apparati bellici sempre più costosi". Tutti gli Stati hanno sempre attinto denaro dai principali vizi umani

In ogni caso "gli archivi storici rivelano che nel finanziare la guerra gli stati hanno fatto affidamento sui profitti delle droghe molto più delle milizie ribelli". Inutile quindi pensare che gli Stati pensino quasi sempre alla vera salute dei cittadini. Ogni Stato pensa solo agli interessi di Stato e di chi gestisce lo Stato, nell'ombra più o meno profonda. 

Comunque, probabilmente, le ultime ricerche sul sonno saranno fondamentali nello studio profondo di alcuni conflitti: "Il fattore determinante della prestazione umana più ovvio per l'efficacia militare è il degrado delle prestazioni in condizioni di stress, in particolare la privazione del sonno. Se una forza nemica disponesse di un significativo vantaggio nel sonno, ciò rappresenterebbe una grave minaccia" (MITRE Corporation, p. 316). In altre parole: chi dormirà troppo, non piglierà pesci, ma piglierà molto male. A volte finale

Peters Andreas è un politologo che insegna Relazioni internazionali alla Brown University (Rhode Island). Tra i suoi saggi si possono segnalare questi due: "Border Games (2009) e "Smugger Nation" (2013). Le sue collaborazioni con la stampa riguardano "Foreign Affairs", "The Guardian", "The New York Times" e "The Washington Post".

Nota supplementare - "Costringere i nostri nemici ad attivarsi continuamente senza beneficiare di un sufficiente sonno quotidiano è un'arma molto efficace" e bisogna saper "gestire la fatica tra i nostri" (laboratorio di ricerca dell'aeronautica militare statunitense, p. 316). Negli Stati Uniti hanno sperimentato il farmaco Modafinil e anche il Donepezil. Comunque anche solo l'esperienza bellica può portare alla dipendenza molti soldati.




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