
Goito, provincia di Mantova, 10.000 abitanti di cui il 10 per cento di stranieri. Famosa per la battaglia del ponte di Goito (8 aprile 1848) e fiera di aver dato alla posterità il poeta Sordello da Goito (XIII secolo). Goito un nome che trae origine da ’Goto’, quei goti che s’insediarono nel V secolo; anche loro stranieri invasori.
Ordunque, come lo riporta la Gazzetta di Mantova: "L’asilo comunale? Solo per i bambini che provengono da famiglie che accettano «l’ispirazione cristiana della vita». Il regolamento è stato approvato a maggioranza [Pdl e Lega, ndr] dal consiglio comunale di Goito fra le proteste di tutta l’opposizione". Il sindaco
Anita Marchetti (Pdl) "assicura di non trovare nulla di strano nel regolamento dell’asilo comunale. «Mi sembra una polemica assurda. E’ da una vita che in quella sezione c’è un insegnamento di tipo religioso - ha ribadito - Non si va a stravolgere nulla. Se qualcuno volesse un’alternativa all’ora di religione lo può fare. Avere proposte diverse sul territorio è un valore aggiunto». Ed entra nel dettaglio: «Da trent’anni in quest’asilo insegnano le suore. Quest’anno c’è un’insegnante laica, che è stata però preparata dalla Curia». Un asilo comunale religioso? «In sostanza sì. E’ pubblico, però è come se fosse parificato». Una scuola paritaria, secondo la definizione della Fism, la federazione delle scuole mantovane a cui l’asilo aderisce. «Noi ci siamo limitati a recepire, cioé a copiare, il regolamento della Fism, che è una federazione di stampo religioso. Non abbiamo voluto introdurre alcuna modifica, né, men che meno, discriminare qualcuno». Anche se, ammette Marchetti, di stranieri sui 29 iscritti non ce n’è nemmeno uno. «Chi non è d’accordo sull’impostazione dell’asilo può andare alla scuola dell’infanzia statale, dove ci sono ben nove sezioni. In questo asilo noi abbiamo un’adesione totale e di solito le richieste sono in numero molto maggiore dei posti disponibili»".
"Crediamo che sia la prima volta in Italia che si verifichi un fatto del genere, di una gravità estrema, sulla cui costituzionalità occorre fare verifiche - dice Maria Bacchi, vicepresidente dell’Osservatorio contro le discriminazioni - è stupefacente che di fatto un regolamento scolastico escluda i bambini non cattolici». [...] Occorre tenere alta la guardia, perché «questo fatto si inserisce in una serie di situazioni allarmanti nella nostra provincia: le barricate contro i sinti, i cartelli per la caccia al clandestino, la stessa vicenda del coro di Ceresara riservato ai bimbi dell’asilo parrocchiale".
Questa decisione, dalle parole del sindaco Anita Marchetti, è giustificata dal fatto che l’asilo comunale, finanziato dai denari pubblici, è una scuola paritaria aderente alla Fism (Federazione Italiana Scuole Materne) un’associazione creata dalla Cei nel 1973 tutelata dalla Curia Vescovile (per la provincia di Mantova: Piazza Sordello, 15 - Mantova; Tel. 0376.319537; Email fism@diocesidimantova.it). Che, secondo il sindaco di Goito («Noi ci siamo limitati a recepire, cioé a copiare, il regolamento della Fism») porta nei suoi statuti la necessaria precondizione a l’accettazione dei bimbi che i loro genitori dimostrano e s’impegnino a sostenere «l’ispirazione cristiana della vita».
Di fatto, o almeno ufficialmente, i statuti della Fism recitano:
"Ambito e finalità (Art. 2 Statuto F.I.S.M.)
La F.I.S.M. fa propri i principi contenuti nelle dichiarazioni dell’O.N.U. sui diritti dell’infanzia e quelli sanciti dalla Costituzione italiana".
A meno che i diritti dell’infanzia dell’Onu siano cambiati arrivando nelle diocesi mantovana o che la Curia Vescovile abbia modificato l’Articolo 3 della Costituzione italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Per le osservazioni o raccomandazioni rivolgersi al sindaco Anita Marchetti o alla Curia Vescovile di Mantova.