sabato 8 aprile - Aldo Giannuli

Sketch di Crozza su Grillo | In difesa di Beppe

Ho visto recentemente uno sketch di Crozza su Grillo (Crozza bravo come sempre, per la verità) che, pur divertendomi, mi ha lasciato in po’ contrariato. Nella scenetta il M5s era presentato come una setta del tipo Scientology, con adepti totalmente plagiati dal guru Grillo che decide anche sulle loro faccende personali, che espelle a capriccio, che è permanentemente osannato da una folla di ebeti in delirio estatico.

Non nego affatto che nel M5s ci sia una bella fetta di cretini incurabili che hanno esattamente questo atteggiamento: l’ho sempre detto e scritto e non mi smentisco.

Ma, in primo luogo, non si piò ridurre un movimento con decine di migliaia di aderenti e con oltre 8 milioni di elettori solo a questo: i cretini non mancano ma, per fortuna, sono minoranza.

In secondo luogo, quello che non mi sta bene è questa immagine di padre-padrone, di “proprietario del movimento” che sarebbe una specie di impresa a conduzione proprietaria, di despota. Ho scritto ripetutamente sul cattivo funzionamento della democrazia sul M5s e dunque non credo mi si possa accusare di giustificazionismo, ho criticato in particolare la mania di espellere chiunque accenni pur lontanamente una critica (anche se, però, si è trattato di una tendenza a fasi alterne, a volte con più tolleranza ed a volte meno). Ed ho sempre cercato di capire il perché di questo strano miscuglio fra democrazia diretta e disciplina da caserma.

Il punto è che Grillo (ma anche Roberto, sin che c’è stato) erano assillati da due minacce: il rischio infiltrazioni e il pericolo delle correnti “Con le quali diventiamo come gli altri partiti”. Sugli infiltrati devo dire che si tratta di un rischio fisiologico che si può cercare di controllare ma non eliminare, perché, appunto, sono un fenomeno fisiologico. Devo riconoscere che un po’ di espulsioni non erano mal date, almeno a giudicare la fine che hanno fatto alcuni fuorusciti, ma il problema era che certi personaggi non avrebbero proprio dovuto essere eletti. Ma lasciamo da parte la questione. Quanto alle correnti, l’altro partito che proibiva le correnti è stato il Pci: non mi pare che la cosa gli abbia portato fortuna. In una certa misura e senza esagerare, una certa dialettica interna è salutare.

Quanto al ruolo personale di Beppe, conoscendo il movimento un po’ più da vicino, posso dire che l’immagine del dittatore assoluto è quanto di più falso possa esistere.

In primo luogo ci sono anche altre personalità forti del movimento e Beppe non è affatto l’uomo solo al comando. Poi Beppe cerca di mediare nei pasticci che sorgono ogni minuto su qualsiasi cosa. E lo fa mettendoci la faccia e con molta generosità. Poi è tirato di giacca da tutte le parti e cerca di far fronte al gran casino che gli sta intorno. Infine c’è il caratteraccio impulsivo che ha e che complica tutto. Vorrei sapere come gli è venuto di scrivere una sciocchezza come “abbiate fiducia in me” con il che subito dopo gli altri lo hanno preso per i fondelli.

Insomma, Beppe ha i suoi difetti, non nego, e il M5s è ancora molto lontano dal darsi regole accettabili, ma questa visione del partito-proprietà privata e del “dittatore” sono delle baggianate. E per di più, da chi tocca sentire cose del genere? Da deputati di Forza Italia: siamo seri!!!

 




Lasciare un commento