giovedì 13 aprile - Giorgio Tullio De Negri

Impulsi, informazione e domande sulla Siria (e su di noi)

E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;

il cielo ingombro, tragico, disfatto:

bianca bianca nel tacito tumulto 

una casa apparì sparì d'un tratto;

come un occhio, che,largo,esterrefatto,

s'aprì si chiuse, nella notte nera.

Giovanni Pascoli, Il Lampo

JPEG - 6.4 Kb
Zio Sam

Gli ultimi avvenimenti Geopolitci che hanno interessato in particolare il territorio siriano, hanno mostrato la realtà “reale”, lo stato delle cose attuali. Uno stato di cose che non è vissuto, ma descritto da altri che ci prefigurano ciò che è stato. Sappiamo dei fatti che ci sono stati raccontati da terzi, in un’osservazione “vicariante”, sappiamo attraverso terzi. D’altronde non vivendo in Siria, non potremmo avere una testimonianza diretta di qualsiasi accaduto, necessitiamo di sapere attraverso “chi” è delegato di farci sapere. Eppure sappiamo anche dai detti popolare che “tradurre è un po tradire”, perché inevitabilmente la lente di chi osserva, è tarata sul proprio modo di vedere le cose e l’occhio di chi osserva sarà interessato da determinati particolari piuttosto che altri e le lenti daranno risalto a ciò che si guarda, dandogli anche un senso. 

Come in “Il Lampo” per una frazione di secondo abbiamo avuto l’occasione di poter osservare cosa sta avvenendo a livello mondiale, ancora una volta. Processi politici militari che in realtà stanno andando avanti da molto tempo ma di cui è difficile seguirne i passi se non si conoscono i reali connotati di questi ultimi, (sbiaditi in un contesto che ci sovra stimola con le informazioni mediatiche) passerebbero in sordina giustificano azioni di forza per “questioni di forza maggiore". Mi spiego meglio in diversi punti:

JPEG - 6.9 Kb
Mussolini

L’attacco americano in Siria ha di nuovo dimostrato la completa inefficienza (o almeno una non aderenza ai principi di base) di organizzazioni come l’ONU. In questo ventennio è un ulteriore caso pubblicizzato in larga scala in cui questa organizzazione mette la testa sotto la sabbia per quanto riguarda le scelte militari dello zio Sam. L’ONU dovrebbe verificare, dovrebbe controllare e decidere insieme, con contrappesi e valori dei singoli stati diversi nell’organizzazione delle proposte che non sfocino in scatti di nervi (armati) per scongiurare la possibilità di conflitti che interessino l’intero globo. Eppure come in Iraq (o forse peggio perché in quel caso i commissari dell’ONU hanno certificato che le armi di distruzione di massa non erano possedute da Saddam) l’ONU contravvenendo ad i propri principi fondanti ha lasciato attaccare l’America uno stato, senza che vi fossero delle reali sanzioni che bloccassero questa follia guerrafondaia. Trump “mediaticamente” scosso vedendo i filmati dei risultati delle armi chimiche ha deciso “d’impulso”, bypassando le organizzazioni di tutela mondiale, di attaccare la siria facendo partire 60 missili e sconquassando le alleanze del pianeta. Ma come è possibile? A che cosa serve l’ONU per davvero? Chi controlla i famosi controllori? Chi è che viene tutelato per davvero se quando la potenza più influente decide di attaccare senza nemmeno prendere in considerazione i patti presi?

Partendo dal presupposto che l’america ha interessi di vario genere per attaccare ed impossessarsi di quell’area, in particolare anche per i copiosi giacimenti petroliferi che garantirebbero il predominio energetico economico stelle e strisce, e considerando che l’ultimo attacco compiuto dagli americani era su basi concretamente FALSE, come possiamo chinarci ad una scelta non consultata di questa super potenza?

Ma se questi i presupposti come posso credere ai miei occhi? I bambini sono morti per davvero e questo è un dato di fatto, non come le armi di distruzione di massa in Iraq che non c’erano… ma c’è sempre qualcosa che non torna. Ad esempio il fatto che gli unici organi che passano notizie dalla Siria che prendiamo in considerazione sono due organismi: 1) l’osservatorio siriano per i diritti umani e 2) i caschi bianchi.

Analizziamoli entrambi

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani fa capo ad una sola persona Rami Abdel Rahman , che vive da 15 anni in Inghilterra e sembra essere molto friendly con gli esteri d’oltre manica. In passato ha accusato Assad di avere delle armi chimiche, ma i riscontri non sono stati positivi, anzi, ed invece sono certificate le affermazioni anti Assad ed anti Putin mosse da Rahaman, che sembrerebbe anche vicino ai Fratelli Musulmani e c’è chi dice, alla Trilateral Commision e Bilderberg. Per quanto riguarda invece i Caschi Bianchi, è possibile leggere come siano sovvenzionati da nazioni come Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi, Giappone, Francia, Danimarca e Germania e siano stati fotografati e filmati, dopo esecuzioni compiute dai ribelli.

Riportando l’articolo dell’Ansa che descrive questo raccapricciante fatto possiamo vedere come le notizie che abbiamo delle altamente fuorvianti, nella misura in cui chi le produce sia politicamente orientato: “Sono almeno 58, tra cui 11 minori, i morti in un raid aereo avvenuto oggi in Siria con il sospetto uso di gas, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). “ (qui il link dell’intero articolo http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/04/04/attacco-chimico-in-siria-le-foto-drammatiche_27c089f3-83fa-4439-9eda-3a77b51bd003.html)

 

Un’ansa che farà cadere ad effetto domino la notizia, riportata fedelmente dai profeti del verbo. La versione del presunto aguzzino, Assad, è che in realtà non è stato un bombardamento, ma in realtà è stato fatto esplodere, dai ribelli, un ordigno all’interno di una base dove erano state posizionate delle armi chimiche. Armi che Assad sostiene e certifica di non avere dal 2014, dopo diversi controlli dei “poliziotti” mondiali. Con ciò non voglio difendere Assad.

La questione è complessa e delicata, e di non facile comprensione per i moventi e le poste in gioco. Questo anche perché non la si può vedere staccata dalla storia. Eppure esiste un filo rosso, fatto di sangue e di morti che collega questi fatti di oggi con il passato sia recente che lontano.

La guerra si può fare in tanti modi, non esiste solo quella diretta e frontale. Molto spesso possiamo vedere come la si possa combattere attraverso terzi, i ribelli, che rovesciando il potere, diventano uguali, se non peggio, ai loro nemici. Ribelli che sono foraggiati, per poi essere soggiogati in un cappio diverso ed “istruiti” ad un altro regime. Le primavere arabe, aiutate dall’america e dall’europa; la rivoluzione francese, dove i poveri sono aiutati dai borghesi; i ribelli siriani aiutati con le armi dagli americani. Nel passato le cose non si sono risolte, solo a livello economico, ovviamente in favore di chi ha fornito il mangime. Ma chi combattiamo ed abbiamo combattuto?

Molto spesso in realtà i nemici sanguinari, con ciò nulla togliere alle malefatte ed alle atrocità commesse da queste “persone”,che però erano stati “sponsorizzati” dai foraggiatori. Guarda Saddam, guarda Bin Laden, guarda Luigi Sedicesimo, guarda mussolini. Anche in Italia è stato così. La nostra dittatura è stata sovvenzionato dagli americani ed appeso a testa in giù dai partigiani, sovvenzionati dagli alleati americani. Ed abbiamo ricevuto in dono quello che gli americani si prefiggono di esportare: la vera democrazia, o meglio la loro democrazia. Le vittorie hanno sempre un costo, che tuttavia viene dimenticato e dato invece come assunto di base. La democrazia che Eugenio Scalfari definisce quasi stizzito per l’ovvietà di ciò che dice, “oligarchica”. Assad, dopo una lunga lista di suoi predecessori, è il prossimo.

Ma se non ci si piegasse? Se il dittatore avesse una protezione di una coalizione,e parte di questi fossero fondamentalisti dal grilletto facile? Abbiamo già esempi per le precedenti guerre mondiali. Eppure, esiste una terza via, esiste la libertà data dalla possibilità di poter vedere la realtà e trarre le proprie conseguenze che orienteranno un modo di vivere diverso di vivere, e scegliere. Basato non più sull’accontentarsi ombre proiettate da un fuoco rinchiusi nelle nostre caverne, ma su una ricerca e creazione di una nuova verità.

 




Lasciare un commento