martedì 15 gennaio 2013 - Aldo Maturo

Il porcellum in pillole

Piccola guida al sistema elettorale più antidemocratico della nostra Repubblica

LA LEGGE

Attualmente il nostro sistema elettorale è regolamentato dalla legge n.270 del 21.12.2005, voluta da Calderoli che non aveva esitato a definirla “una porcata” proprio perché il controllo completo delle operazioni è affidato alle segreterie dei partiti e non agli elettori.

CRITERI

Cardini della nuova legge sono: il “voto di lista”, la “soglia di sbarramento”, il “premio di maggioranza”, l’abolizione dei collegi uninominali, la suddivisione dell’Italia in 26 “circoscrizioni elettorali”.

LA SCHEDA

All’elettore viene consegnata una scheda elettorale per la Camera ed una scheda per il Senato.

CAMERA

Sulla scheda sono riportati i simboli delle liste facenti capo ai singoli partiti o alle coalizioni di partiti della circoscrizione territoriale cui si appartiene. Il nome del leader riportato sul simbolo del partito non significa che quel leader, in caso di vittoria, diventerà Presidente del Consiglio, visto che tale incarico lo affida il Presidente della Repubblica.

CANDIDATI

I nomi dei candidati sono riportati in lista secondo un ordine assolutamente discrezionale voluto dalle segreterie dei partiti. Per conoscere chi sono i candidati e il loro ordine in lista, l’elettore può consultare il manifesto elettorale affisso all’esterno dei seggi. È chiaro che più il proprio nome scorre in basso sulla lista minore sono le possibilità di entrare in parlamento. Se infatti il Partito sa che, in base alle previsioni statistiche pregresse, in quella circoscrizione eleggerà 10 deputati, è chiaro che metterà nei primi 10 posti i nomi di chi vuole siano assolutamente eletti (è quello che si dice “listino bloccato”)

VOTO DI LISTA

L’elettore manifesta la sua scelta barrando il simbolo del partito. Egli non esprime quindi alcuna “preferenza” per i candidati perché la lista è bloccata e predeterminata dai giochi di corridoio. L’elettore si limita a scegliere un partito. Gli eletti saranno certamente quelli che le segreterie avranno inserito tra i primi nomi della lista.

SOGLIA DI SBARRAMENTO

La soglia di sbarramento rappresenta il limite stabilito per consentire ad una lista di poter eleggere propri candidati. La lista che partecipando da sola non ha raggiunto il 4% dei voti validi e le liste che partecipando in coalizione tra di loro non hanno raggiunto il 10% dei voti validi, vengono scartate. I voti ricevuti sono voti perduti.

RIPARTO DEI SEGGI

Il riparto dei 617 seggi alle liste che hanno superato la soglia di sbarramento si effettua su base nazionale e successivamente i seggi vengono distribuiti alle singole circoscrizioni in funzione dei voti ottenuti dalle singole liste partecipanti. Il calcolo avviene utilizzando calcoli matematici fondati sui “quozienti” e i “resti” per vedere se la lista che ha ottenuto il “maggior” numero di voti è riuscita da sola a conquistare almeno 340 seggi, pari al 55% dei seggi da assegnare.

PREMIO DI MAGGIORANZA ED ELETTI PARACADUTATI

Per vincere basta ricevere un voto in più del partito avversario. Infatti se nessuna lista ha avuto tanti voti da potersi aggiudicare da sola i 340 seggi, scatta il “premio di maggioranza”. Praticamente alla lista con il maggior numero di voti viene attribuita d’ufficio la differenza tra i seggi conquistati con i suoi voti e i 340 necessari per raggiungere il 55% dei seggi da assegnare. Se ad esempio il Partito X ha avuto un solo voto più di tutti gli altri ma con i suoi voti potrebbe aggiudicarsi 270 parlamentari, questo sistema elettorale – per quel voto in più che ha avuto - gliene attribuisce d’ufficio altri 70 per farlo arrivare a 340 parlamentari. I candidati dal 271° al 340°, “graziati” dal premio di maggioranza, vengono praticamente paracadutati in Parlamento indipendentemente dalla volontà degli elettori e solo per la fortuna/scelta di trovarsi nelle varie circoscrizioni italiane tra i primi posti della lista che ha avuto “più” voti (non la maggioranza assoluta dei voti) Le altre liste si suddivideranno, in funzione dei voti ottenuti, i rimanenti 277 seggi.

SENATO

Per il Senato l’Italia è stata suddivisa in 20 circoscrizioni, una per ogni regione italiana. Anche per il Senato è previsto il Premio di maggioranza che viene attribuito però su base regionale, quindi alla lista che ha ottenuto più voti in quella singola regione.

Le procedure di voto sono le stesse della Camera. L’elettore sceglie il partito e non esprime alcuna preferenza sui nomi, perché non previsto. L’inserimento in lista è fatto anche in questo caso dai partiti e l’elenco è consultabile sui manifesti elettorali.

La soglia di sbarramento per il Senato è fissata per le liste singole all’8% e per le coalizioni di partiti al 20% dei voti validi della regione.

RIPARTO DEI SEGGI

Eliminate le liste che non hanno superato la soglia di sbarramento, si verifica che una coalizione o una lista abbia ottenuto da sola la quota del 55% dei seggi della regione. Se nessuno ha raggiunto tale quota, il resto dei seggi, fino alla concorrenza del 55%, viene attribuito d’ufficio alla coalizione o alla lista con il maggior numero di voti. Il rimanente 45% viene ripartito tra le altre coalizioni e/o liste. Valgono anche per il senato le considerazioni e le perplessità esposte per la Camera nel senso che il Premio di maggioranza falsa completamente la volontà dell’elettorato.

In più, essendo il Premio di maggioranza variabile in ogni regione, non c’è certezza che la maggioranza dei seggi vada allo stesso partito/coalizione che ha avuto più seggi alla Camera



2 réactions


  • Damiano Mazzotti Damiano Mazzotti (---.---.---.41) 15 gennaio 2013 10:16

    Se gli italiani usassero il cervello, potrebbero impedire l’accesso di tutti i partiti al Parlamento. La cosa è molto semplice: dovrebbero votare tutti i partiti più piccoli, imbrobabili e ridicoli, in mondo che nemmeno il PD, il PDL, Grillo e Monti, possano superare le soglie di ammissione di Camera e Senato. Anzi, basterebbe non fare superare la soglia al Senato ai grandi partiti, e un Parlamento con un sola Camera sarebbe inabile. Così scatterebbe l’obbligo della nascita di una vera Terza Repubblica.

     Per il Senato la cosa è più fattibile, anche sperando nel tempo "inclemente" e nella rinuncia dei più vecchi per il freddo. La storia metereologica ha spesso aiutato la storia sociale.

     Inoltre nella gara a chi dice le cose più ridicole, mi sembra giusto premiare l’artigianato popolare e il folklore genuino, senza abboccare alle continue prese per il culo.

    Il motto dovrebbe essere: "Porcellum: chi di spada ferisce, di spada perisce".


  • Damiano Mazzotti Damiano Mazzotti (---.---.---.41) 15 gennaio 2013 12:58

    Per essere più chiari, la parola d’ordine di una vera campagna antielettoreale dovrebbe essere questa: "Votate le Liste Civetta. E lo prenderà in quel posto chi non se lo aspetta".


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