martedì 3 gennaio - Marina Serafini

I tuoi sogni non sono i tuoi pensieri

Ancora mi capita di sentire parlare dei sogni come proiezione di desideri, o solo come rappresentazione metaforica di quelle che sono le nostre riflessioni ricorrenti.

Mi occupo di immagini mentali da abbastanza tempo per sentirmi in dovere di intervenire. Signori miei: se davvero si trattasse solo di questo... Che senso avrebbero i sogni? Semplicemente la versione filmica di un dettato mentale?... Mah!

 

C'è in ballo molto di più.

Quello che pensiamo, lo sappiamo già: si tratta di un'articolazione razionale a livello di superficie, di coscienza. La messa in forma del pensiero richiede l'utilizzo di un codice positivo, condiviso secondo criteri grammaticali e di attribuzione di significato. Tante volte, infatti, chi parla diverse lingue afferma che per entrare in una di esse deve pensare secondo quella lingua, secondo quel codice.

Quello delle immagini è un altro codice, primigenio e universale. Significa, in soldoni, che è un linguaggio comune a noi viventi, che ci appartiene da sempre e con il quale abbiamo sempre comunicato: con gli altri, ma soprattutto con noi stessi.

Dunque, primigenio significa che c'è da sempre, dalle origini, e che quindi precede gli altri. E il modo più immediato di accedervi è quello di soffermarsi sui sogni.

Ma non si tratta solo di quello.

Le immagini le formalizziamo di continuo: sono flash, sono ricordi, sensazioni, suoni. Ci colpiscono così, inaspettatamente... Sono quelle situazioni che ci sorprendono e ci fanno dire: che strano, mi è venuto in mente... Mentre sentivo quel discorso mi è venuta una immagine.... Ero lì e ho come percepito un certo odore, che a sua volta mi ha fatto pensare a....

Niente è casuale.

Dobbiamo solo investigare, così non getteremo via un messaggio che ci stiamo dando da dentro.Ossia: i nostri radar hanno colto qualcosa prima che ci arrivassero i sensi, prima che divenisse visibile "sugli schermi'. Lo ignoriamo?

Direi che sarebbe un peccato. Direi che sarebbe stupido. 

Se questo codice è primigenio, deve per forza avere nella natura il suo valore di lettura: utilità, funzionalità, natura. 

Questa immagine, cosa significa per me che la vedo? Congruenza, vantaggio, regressione? 

Il pensiero viene dopo: qui c'è l'intuizione. Qui viene rappresentato cosa precede - e quindi rende tale - il tuo pensiero. Qui la mappa di cosa ti porta a pensare in quel modo, quello che orienta il tuo comportamento.

E l'immagine, in modo sincrono, ti dà la risultanza: è un buon modo per me? O lo è solo per chi me lo ha trasmesso? E che succede se continuo? Quali alternative possibili?

È la descrizione di quanto avviene in sala comando, insomma, una descrizione che non è utile ignorare.

Quindi no, a dispetto di un noto ritornello, i sogni non son desideri, né semplici pensieri: i sogni sono lo specchio della nostra realtà. 




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