giovedì 16 marzo - Elena Ferro

Ho messo il blog su una pagina Facebook (ma non sono sicura di aver fatto bene)

Tempo fa, presa dal sacro fuoco della condivisione, mi sono decisa ad aprire una pagina Facebook per promuovere le mie pubblicazioni e il mio blog,questa.

Notevoli esperti del settore, tenutari di altrettanto autorevoli blog, fonti inesauribili di ottimi consigli per blogger alle prime armi, suggeriscono di separare il profilo personale o professionale da quello del lato di noi che per ragioni oscure e innominabili ci ostiniamo a nutrire, ovvero quello della scrittura.

E quel che è peggio, non ci accontentiamo di scrivere e basta, ma vogliamo essere lette e dunque condividiamo la nostra preziosa produzione in lungo e in largo.

Da tempo mi chiedo se ho fatto bene a mettere il blog su Facebook

Senza dubbio una Pagina Facebook è un ottimo viatico per comunicare eventi di presentazioni del romanzo che ho scritto sperando nel frattempo di pubblicare anche il secondo, appena terminato.

E' utile per condividere gli articoli del blog, di blog che seguo e che possono interessare i miei lettori, evitando di spammare gli amici che seguono il tuo profilo personale per ragioni estranee alla tua attività di scrittrice compulsiva.

Io li capisco, si proteggono tralasciando di mettere mi piace alla Pagina, fino a quando non si trovano di fronte ai tuoi articoli, che magari non conoscevano, e allora prima li leggono, per simpatia, e poi forse ti premiano con un mi piace, consentendoti di avanzare nella virtuale classifica delle Pagine più piaciute del web.

 Sapete una cosa? Non li biasimo. Sapere che c'è gente a cui piaci non in modalità scrittrice fa tirare un bel sospiro di sollievo ;)

E' indubbio però che tenere aggiornata la Pagina, seguire i commenti, renderla appetibile con foto e background accattivanti richiede attenzione e dunque mi domando:

Ne vale la pena?

Giro la domanda a voi, voi che frequentate le Pagine come utenti e voi detentori della famigerata Pagine, vittime consapevoli o inconsapevoli di Facebook.

A questa domanda si può rispondere solo dopo aver risposto ad un'altra domanda.

Secondo voi gli articoli condivisi su Facebook vengono letti?

E qui casca l'asino, perché la mia risposta alla domanda è un no. Diciamo un no al 70%. Vi torna? Io ne ho le prove!

Se osservo le statistiche che mi fornisce l'insostituibile plug in tutto fare Jetpack, gli accessi al sito da Facebook sono al terzo posto degli accessi totali, a grande distanza dai primi e dai secondi, gli accessi diretti e quelli da wordpress. Ci sono mesi in cui persino gli aggregatori di notizie superano Facebook e a volte persino Twitter. A proposito, il mio blog funziona piuttosto bene su twitter e il vostro?

Dimenticavo di dirvi che recentemente la mia pagina ha superato brillantemente i 1000 followers, un numero di tutto rispetto considerato i tempi di attivazione, e poi sono tutti veri, perché sapete bene che i like si possono acquistare :roll:

Insomma, almeno per quanto riguarda il blog mi sento di dire che la Pagina Facebook è utile a far circolare il nome Volpi che camminano sul ghiaccio o Elena Ferro Autrice (la gente si chiede: autrice di che? E va a guardare..) ma a diffondere contenuti e riflessioni... ummmm io ho parecchi dubbi, non so voi.

Facebook è dunque un cavallo bolso?

Il punto è questo: Facebook ha fiato abbastanza o sta perdendo i colpi? E qui siamo nelle riflessioni sui social media, possiamo farlo anche da questo piccolo blog, un ragionamento su cosa accadrà nel prossimo futuro, tanto per scambiarci qualche idea su come andare avanti.

Quando ho aperto il blog l'ho fatto perché avevo qualcosa da dire che spesso andava oltre gli spazi mediamente suggeriti per un post su Facebook, figuratevi il limite dei 140 caratteri su Twitter!

Dunque prima ho cominciato a utilizzare Facebook e poi il blog. Il problema era che le cose che avevo da dire volevo restassero diciamo così "ai posteri", mentre su Facebook il giorno dopo che hai postato qualcosa è già obsoleta, o quasi. Mi è parso un limite, almeno per l'uso che volevo farne io.

Inoltre ciò che scriviamo deve restare disponibile, perché ciascuno di noi maneggia materiale fragile, il dialogo con le persone, e occorre assumersi le responsabilità di ciò che affermiamo e del tono con cui lo facciamo.

Su Facebook puoi dire tutto quel che vuoi e poi cancellarlo. Certo qualcuno potrebbe osservare che è possibile usare la "censura" anche su un blog, ma se cancellassi qualche articolo ve ne accorgereste subito, pena un numero infinito di redirect.

Su Facebook tutto è possibile, tutto va e viene in un amen. Anche i commenti, anche le opinioni, anche gli scambi. E' volatile, impermanente.

In più qualche tempo fa ho letto un articolo piuttosto interessante di Massimiliano Cremonini , Segni che Facebook diventerà irrilevanti in due anni (o forse meno).

Nell'articolo Massimiliano, evidentemente in possesso di dati acclarati, sostiene la sua tesi attribuendone le ragioni ad alcuni fatti:

  1. Gli utenti postano sempre meno contenuti personali ma ri-condividono cose prodotte di altri
  2. Le aziende investono sempre meno in pubblicità

Ecco, in questa riflessione che qui ho brutalmente sintetizzato (vi rimando al'articolo per una lettura completa), ho ritrovato il dubbio a proposito del mio cavallo bolso.

Anche Facebook è consapevole di soffrire di asma, gli manca un po' di respiro, proprio come a un cavallo bolso!

Pensateci bene: di sicuro avrete notato anche voi le richieste continue di Facebook di condivisione del video del compleanno, dell'onomastico, di qualunque cosa. I ricordi che ogni giorno ci chiede di ri-condividere dei nostri gloriosi anni passati, la celebrazione di amicizie che non ricordavi nemmeno più di avere stretto con persone perlopiù sconosciute, la continua emulazione di piattaforme come Instagram (inutili e fastidiose, almeno secondo me!) il buon giorno e la buona sera qualche volta.

Insomma, se non fosse che ho deciso io stessa di installarlo, potremmo parlare di uno stalker tecnologico!

Per tacere di Messenger!

In definitiva, serve ancora avere una Pagina Facebook?

Nonostante tutto io sono giunta alla conclusione che la risposta a questa domanda sia un sì. Sempre che coloro che hanno apposto il classico mi piace lo abbiano fatto di spontanea volontà e non perché non osavano dirvi di no quando glielo avete chiesto, o perché si aspettano da voi qualcosa (per esempio, un mi piace sulla loro, di pagina).

Voglio dire che le Pagine funzionano se c'è un interesse reale delle persone in ciò che ci condividi, non se ci sono interessi reciproci di raggiungimento di numeri che possano farti sentire qualcuno in quello spazio labile e dai confini incerti che è la rete.

Se avete la fortuna di avere dei veri fans, allora siete a cavallo. A me ne sono capitati un po' e li tengo ben da conto, come si dice dalle mie parti. Condividono i contenuti che apprezzano, ogni tanto commentano, si fanno vivi spesso, anche solo con un mi piace. Insomma, siamo una piccola compagnia!

Ma ho un dubbio, atroce

Sono quasi certa che gli articoli spesso non li leggano o non li leggano per intero. Pare che capiti a molti. Andiamo troppo di fretta per approfondire i contenuti, ci colpiscono le immagini e sono quelle che devono comunicare subito un messaggio. Non è un caso che Instagram stia soppiantando gli altri social network. E' più easy, più immediato e soprattutto richiede meno impegno e attenzione.

Un po' come dire:

"Ti seguo perché mi piace ciò che scrivi ma non chiedermi di leggerlo"

Il nuovo paradosso della comunicazione multimediale di oggi, non trovate? E pensare che siamo tutti convinti di comunicare di più e meglio....

E voi, avete già aperto una Pagina Facebook? Come la utilizzate e soprattutto, ne siete soddisfatti?

 




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