Fabio Chiusi
Brindisi, i giornalisti e l’attentato: notizie false e ipotesi senza prove
Non riusciamo proprio a dirlo: «Non lo sappiamo». Gli inquirenti brancolano nel buio, appesi a una dinamica inedita di difficile comprensione. Un messaggio della Sacra Corona Unita? Il gesto di un folle? Terrorismo?
Le autorità si sgolano per ribadire che tutte le piste, al momento, sono sul tavolo. Ma la solita cerchia di ‘illuminati’ ha già emesso la sentenza: è una strage di Stato, (...)
Perché vincerà Grillo (e un modo per sconfiggerlo)
Non amo le profezie, ma credo che il Movimento 5 Stelle sia nelle condizioni sociali e politiche per fare un risultato clamoroso. Seconda profezia: credo che esista un modo, uno solo, per impedire che ciò avvenga. Mi spiego. Nel mondo, Italia compresa, la trasparenza radicale attraverso Internet – buona o cattiva che sia – sta diventando una richiesta di base della popolazione nei confronti del (...)
Come impedire che aziende Occidentali aiutino i regimi a sorvegliare i dissidenti
Regimi autoritari che intercettano conversazioni telefoniche tra dissidenti, leggono la loro posta elettronica, ne tracciano ogni movimento grazie a programmi venduti da aziende Occidentali. E’ una realtà che, nel corso degli anni, ha sviluppato un mercato da almeno 5 miliardi di dollari. Ma che produce un costo elevatissimo: i diritti umani, quando non le vite, degli oppositori.
Per porre (...)
Ddl-intercettazioni, torna il comma ‘ammazza-blog’
Nel nuovo testo di legge sulle intercettazioni del ministro Severino è stato inserito di nascosto il tanto contestato comma 'ammazza-blog'. Identico a quello che, con tante battaglie, era stato fatto togliere dal vecchio ddl-Alfano.
Ha ragione Di Pietro. Un articolo del contestatissimo testo originario del ddl Alfano (il 28, poi diventato 29) sulle intercettazioni è riapparso (...)
Il qualunquismo di Cacciari su Twitter (e una domanda sul ruolo degli intellettuali)
Il filosofo Massimo Cacciari sostiene, su Repubblica, di conoscere «bene» Twitter e Facebook. Perché, afferma, da «tre anni» combatte contro falsi profili che lo riguardano. Tralasciamo che soltanto l’otto aprile abbia dichiarato: «Twitter? Mai usato. Non lo uso, non uso Facebook, non uso nulla». E, di conseguenza, ipotizziamo che sia informato e consapevole – come ci si apetta da un intellettuale – (...)
Quello che lo spot contro la pirateria non dice
La Federazione Editori Musicali ha arruolato artisti del calibro di Roberto Vecchioni, Enrico Ruggeri, Gino Paoli e altri (età media 63 anni, nota un commentatore su YouTube) per l’ennesimo spot contro la pirateria digitale. Eccolo:
Diverse affermazioni mi sembrano contestabili, false, incomplete o controproducenti. Provo a spiegare perché, una a una:
«In tutto il mondo si sta discutendo di (...)
Perché ai giornali interessano «le canne della Camusso»
Il leader Cgil si faceva le canne al liceo? Il Giornale ci apre: «Disoccupati & spinelli», Libero ne fa un graffio di prima pagina: «Le canne della Camusso.» Repubblica ci titola pagina 7: «La confessione della Camusso: ‘Canne? Al liceo, poi ho smesso’». Il Corriere e il Fatto ne parlano a pagina 2 in un riquadro: «La leader Cgil: fumai spinelli mentre frequentavo il liceo», il primo; «Camusso: (...)
Esodati, cronologia di un fallimento ‘tecnico’
I cosiddetti ‘esodati‘ sono lavoratori che non percepiscono più uno stipendio e non hanno ancora una pensione. La riforma previdenziale, con l’innalzamento dell’età pensionabile, li ha gettati nella prospettiva di rimanere in questa situazione per molto più tempo di quanto stabilito con gli accordi presi in precedenza con le aziende, sulla base delle vecchie regole. Che cosa li attende?
Ecco (...)
56 giorni di carcere per un tweet: il rischio della "tastiera libera"
Contro i prossimi Liam Stacey «l’ultima frontiera», scrive Paolo Di Stefano sul Corriere, «potrebbe essere quella che separa il ragionamento dal delirio». Ma è una barbarie che sia la legge a tirare la linea tra un tweet accettabile e uno che ti costa 56 giorni di carcere.
Al 21enne è successo per parole razziste su Twitter contro il calciatore Patrice Muamba. Sbagliato, certo, ma è una pena (...)
Contro-Amaca, o del determinismo tecnologico di Michele Serra
«Era come se il mezzo (che mai come in questo caso è davvero il messaggio) generasse un linguaggio totalmente binario, o X o Y, o tesi o antitesi», scrive Michele Serra nell’Amaca odierna, raccontando l’esperienza della «visione di un programma tivù in compagnia di un amico» intento a leggere e leggergli «quasi in diretta» la relativa «gragnola di commenti su Twitter». Che suscitano in Serra una (...)
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