mercoledì 22 marzo - Yvan Rettore

Esistono ancora gli intellettuali?

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Sicuramente non c'è mai stata una componente così colta di esseri umani come nella nostra epoca. 

Ma si può dire che basta essere istruito per essere un intellettuale?! E poi cosa significa essere un intellettuale?!
In una società dominata da tuttologi e opinionisti è davvero difficile trovare ancora degli intellettuali proprio perché queste persone risultano piuttosto umili ed evitano di parlare a vanvera. Se lo fanno è perché hanno davvero qualcosa di importante da dire e le loro dichiarazioni non risultano mai banali.
E' ovvio che un intellettuale degno di questo nome deve avere un certo livello culturale ma è altrettanto chiaro che puoi avere tutte le conoscenze di questo mondo senza riuscire automaticamente ad elaborare concetti autenticamente innovativi e idee originali da proporre alla collettività in cui vivi.

L'intellettuale ha il dono di "leggere" la realtà in modo più profondo rispetto alle persone comuni e di individuare le cause di certi fenomeni sociali, politici e culturali che sfuggono ai più. Questa notevole capacità presenta però degli aspetti negativi perché porta all'isolamento sociale e culturale in quanto vengono rivelate cose scomode e a volte di non facile comprensione. Per questo motivo, gli intellettuali sono spesso individui malinconici, lunatici e insofferenti alle autorità e regole esistenti. Sono amanti assoluti della libertà e emancipazione dell'essere umano in tutti i sensi e soffrono nel vedere che la massa non riesce a liberarsi dalle proprie catene preferendo rintanarsi in forme squallide di schiavitù che però hanno il "vantaggio" di vivere deresponsabilizzandosi. Si potrebbe dire che l'intellettuale vive un eccesso di responsabilità sociale che in taluni casi può portare anche a forme di follia.
Ma un intellettuale è chiamato ad andare oltre l'analisi della realtà dei fatti e delle cose e a proporre soluzioni autenticamente innovative per l'insieme della collettività. E forse è proprio questa l'attività più logorante e allo stesso tempo più stimolante, perché rappresenta l'esaltazione non tanto del suo sapere quanto piuttosto della sua saggezza e capacità di usare il buon senso al posto degli istinti "animaleschi" e atteggiamenti socialmente distruttivi che ancora risultano purtroppo dominanti in ogni società umana.
Gli intellettuali possono essere ammirati e lodati, ma mai amati, tanto è vero che il patrimonio straordinario delle loro riflessioni e proposte viene riconosciuto più da morti che da vivi.
Pasolini e Gramsci, i più grandi intellettuali che l'Italia abbia mai avuto ne sono la dimostrazione concreta!
Oggi, forse uno dei motivi della profonda decadenza del modello occidentale (e in particolare della società italiana) risiede proprio nel fatto che non vi sono quasi più intellettuali degni di questo nome!

Yvan Rettore



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