mercoledì 17 maggio - Riccardo Noury - Amnesty International

Diritti umani: offensiva globale contro chi li difende. Al via una campagna per proteggerli

Diritti umani | Terroristi, protettori di criminali, antipatriottici, corrotti, “agenti stranieri”, “quinte colonne”, spie, “nemici dello stato”, provocatori, blasfemi.

Sono alcuni dei tanti modi con cui i difensori dei diritti umani vengono etichettati da governi e altri gruppi di potere.

Secondo Front Line Defenders, nel 2016 ne sono stati uccisi 281 in 22 paesiNel 2015 erano stati 156. La metà delle uccisioni nel 2015 e tre quarti di quelle del 2016 hanno avuto luogo nella regione americana. Il 49 per cento dei difensori dei diritti umani uccisi nel 2016 si interessava di questioni legate alla terra, al territorio e all’ambiente.

Sempre nel 2016, i difensori dei diritti umani sono stati al centro di campagne diffamatorie in 63 paesiin 68 sono state fermati o imprigionati unicamente a causa del loro lavoro pacifico; in 94 paesi hanno subito attacchi o minacce.

Si stima che dal 1998, anno della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori e sulle difensore dei diritti umani, siano stati uccisi oltre 3500 difensori dei diritti umani.

Ma chi sono le donne e gli uomini che difendono i diritti umani? Sono leader di comunità, come era Berta Caceres; sacerdoti di frontiera, come padre Alejandro Solalinde; avvocati, come Liu Xiaobo; attivisti, come Nabil Rajab; giornalisti, come Can Dundar.

Persone che si battono per i diritti di intere comunità, smascherando l’ipocrisia di leader autoritari che, mentre sono intente a ridurre in frantumi il sistema di protezione dei diritti umani, vorrebbero farci credere che stanno, loro sì, agendo nell’interesse comune.

Dovrebbero essere il fiore all’occhiello di ogni società. E invece la combinazione tra sorveglianza di massa, nuove tecnologie, abuso delle leggi e repressione delle proteste pacifiche sta dando luogo a un livello senza precedenti di pericolo per coloro che difendono i diritti umani.

Tra le tendenze in crescita, c’è il massiccio uso delle nuove tecnologie e della sorveglianza mirata, anche online, per minacciare e zittire chi difende i diritti umani, così come la diffusione dei troll per screditare e stigmatizzare persone dalla condotta esemplare.

Queste nuove tendenze vanno ad aggiungersi al già pericoloso armamentario di strumenti tradizionali di repressione come le uccisioni, le sparizioni forzate, la soppressione del diritto di manifestazione pacifica e l’abuso delle norme penali, civili e amministrative allo scopo di perseguitare coloro che difendono i diritti umani.

In uno spazio che si va vieppiù restringendo a livello globale per le espressioni e i movimenti della società civile, i difensori dei diritti umani vanno protetti. È questo il compito che si è data Amnesty International con la campagna “Coraggio”, che viene lanciata oggi nel mondo e che in Italia avrà l’appoggio della rete “In difesa di”.




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