lunedì 15 maggio - Leandro Malatesta

"Crazy, stupid, love". Si può spiegare l’amore al cinema?

L'amore come argomento cinematografico è stato declinato in svariate forme e nonostante sia il più fuggevole ed inafferrabile dei sentimenti esso rimane al tempo stesso la sfida più avvincente per chi sente di avere qualcosa da dire mettendosi in gioco in prima persona.

Cercare di sbrogliare ciò che chiamiamo semplicemente amore richiede una gran dose di introspezione necessaria per ascoltare quello che è l'inizio delle cose.

Già perché l'amore ha forma circolare e non smette di riprodurre se stesso ogni volta cambiando ma rimanendo sempre lo stesso.

L'amore attraversa le diverse fasi delle nostre vite ma la sua fiamma è in grado di sconvolgerci sempre.

Per affrontare in modo convincente l'argomento a volte può aiutare anche una giusta dose d'ironia perché prendersi un po' in giro a volte aiuta a capire l'importanza delle situazioni; ed il cinema offre proprio questa possibilità.

“Crazy, Stupid, Love” è una pellicola del 2011 che alla sua uscita nelle sale fu un grande successo di pubblico soprattutto negli Stati Uniti.

Sappiamo benissimo che a volte non sempre però gli incassi sono direttamente proporzionali alla validità di un'opera. Non è questo il caso.

Il merito del film diretto da Glen Ficarra e John Requa è quello di seguire i canoni della commedia romantica capace di unire più generazioni sotto la bandiera unica dell'amore.

Le vicende narrate sono quelle di Cal Weaver (Steve Carell), un uomo il cui universo personale crolla il giorno in cui la moglie Emily (Julianne Moore) chiede improvvisamente il divorzio.

Stordito e inerme per la perdita del ruolo di marito e padre, l'uomo deciderà di reagire provando ad uscire “fisicamente” recandosi ogni sera in un bar vicino all'appartamento in cui egli si è da poco trasferito.

Qui incontrerà un giovane di nome Jacob Palmer (Ryan Gosling) Don Giovanni impenitente.

Grazie all'aiuto di Jacob, Cal creerà per se una nuova immagine diventando in fretta un gran seduttore. Le cose però sono destinate a mutare nuovamente, sotto l'influsso mai sopito, dell'amore di Cal per la ex moglie. Inoltre Jacob verrà anch'egli travolto dall'amore vero quando incontrerà Hannah (Emma Stone).

A prima vista la trama di “Crazy, Stupid Love” può dare l'impressione di muoversi in superficie ma ciò è vero solo in parte. Perché se da un lato i toni scelti sono quelli della “commedia frivola” alcuni personaggi inseriti come quello di Robbie (figlio tredicenne della coppia) sanno farsi “voce della coscienza” e restituiscono all'opera un substrato di materia plasmabile con la forza dei nostri sogni legati all'amore.

Perché a tutti noi è capitato almeno una volta di sentirsi “prosciugati” dalla imprevedibilità dell'amore e di arrivare a dire letteralmente “basta”; salvo poi lasciarsi nuovamente sconvolgere come la prima volta in cui ci è capitato di “perdere la testa”e sentire “battere forte il cuore”.

Il rischi anche per scrive è appunto quello di scivolare nella retorica; “Crazy, Stupid, Love” riesce nell'esercizio di non cadere in questa trappola grazie ad una sceneggiatura leggera e matura al tempo stesso.

Una menzione particolare va al cast che risulta essere azzeccato in pieno.

Steve Carell padroneggia con grande sapienza oramai da anni questo tipo di personaggio che davvero sembra essere stato scritto pensando esclusivamente a lui quale interprete.

Julianne Moore invece si fa carico di un personaggio confuso e smarrito, lo fa con una eleganza recitativa che la rendono eterea.

Interessante è anche la prova generale di “La La Land” della coppia Ryan Gosling / Emma Stone i quali sul grande schermo sono oramai una garanzia assoluta.

Uno dei meriti di questo film è che riesce a demolire le corazze dei propri protagonisti, fa sì che l'amore agisca come un cavallo di Troia superando anche le mura più alte perché come scriveva Hermann Hesse: “L'amore è desiderio divenuto saggezza; l'amore non vuole possedere nulla, vuole solo amare”.

 

 




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