venerdì 3 marzo - Aldo Funicelli

Consip: a prescindere dalla questione penale

L'inchiesta Consip (finalmente nota a tg e quotidiani) si risolverà in un flop, scriveva Rondolino ieri su Unita.tv. Mettiamo che sia così, non lo sappiamo ancora. Tralasciamo da parte allora la questione giudiziaria. Vediamo l'inchiesta, i fatti emersi (e non presunti) e partiamo da questi.

Il nuovo corso della politica renziana doveva garantire trasparenza nei confronti dei cittadini e ci troviamo dei partiti scalati grazie a fondazione opache, finanziate da imprenditori che poi bussano alle porte dei politici. Si parlava di meritocrazia e invece siamo passati dal cerchio bossiano e berlusconiano al cerchio renziano. Finito a Palazzo Chigi, nei cda delle società pubbliche, promosso a cariche pubbliche.

Anziché il merito le consorterie, le relazioni di amicizia. Il familismo anche geografico. 
Anziché il bene comune le influenze per promuovere certe aziende piuttosto che altre. 
Si parlava di rottamazione che invece si è ridotta ad un trasformismo solo apparente. Specie al sud, dove il partito non sembra più essere in mano ai suoi elettori, ma ai padroni delle tessere pagate con poste pay.

Il futuro a volte torna, ha scritto l'ex segretario PD ed ex presidente sul suo blog.
il problema è che un certo passato (fatto di familismo, trasformismo, apparenza, promesse non mantenute) non voglia mai andar via da questo paese.



1 réactions


  • pv21 (---.---.---.159) 5 marzo 12:42

    Quale trasparenza >

    L’ex premier M RENZI sembra non avere remore nel rilasciare segnali improntati a faciloneria e opportunismo.

    Giusto 48 ore fa ha avuto modo di dichiarare riguardo alle recenti traversie del padre TIZIANO che, ove colpevole, “deve essere condannato con una pena doppia”. Considerato che per lui i cittadini “sono tutti uguali” questo servirebbe “per dare un segnale”.


    Salvo che ...

    Nella stessa circostanza, ha tenuto a “sentenziare” in merito al suo noto alterego politico Luca LOTTI che la moglie ed i figli “devono sapere che è una persona straordinariamente onesta”.

    Poi ha subordinato la “rilevanza” dello stato di “colpevolezza” del suo vitale supporter di governo Denis VERDINI al fatto che la sua condanna in primo grado sia “confermata in via definitiva”.


    Nel merito.

    FATTO indiscutibile è che il padre Tiziano non svolge alcun ruolo determinante ai fini della carriera e dei progetti politici del figlio. Mentre può rappresentare un deleterio precedente per quei valori, anche familiari, di assoluta onestà e “trasparenza” spesso rivendicati e sbandierati proprio da Matteo.

    Resta il fatto che, ove possano adombrare la sua immagine pubblica, perfino i più stretti legami di sangue non solo traballano, ma diventano “opinabili” (imputabili) in nome di prioritari interessi personali.


    Sintesi.

    Da un lato MATTEO Renzi non accetta “processi sommari” nei confronti di suoi coadiutori-interlocutori politici. Dall’altro rivendica di essere del tutto dalla parte dei Magistrati i quali devono sapere che, a differenza del passato, lui non pensa affatto a trovare una qualche soluzione per scantonare i problemi e evitare i processi.

    Come devono dargli atto che è così convinto e ossequioso dei principi su cui si basa la giustizia che, a mo’ di segnale, arriverebbe a comminare una “pena doppia” (quando “c’è di mezzo” il padre).

    ECCO l’apologia di una “trasparenza” buona ad alimentare il Consenso Surrogato di chi è sensibile alla fascinazione …


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