martedì 23 maggio - UAAR - A ragion veduta

Business degli aiuti umanitari: Pauperismo S.p.A.

Molti di voi saranno probabilmente incappati, fuori da qualche supermercato, in persone che vi chiedono di comprare e regalare un po’ di cibo per i poveri. È facile notare come quasi tutti acconsentono di buon grado, anche se non hanno ben chiaro a chi stanno donando. Se vi va, fate un test: rispondente educatamente “grazie, non faccio beneficenza a Comunione e Liberazione”.

Noterete che quasi tutti fanno una faccia strana. Perché donare qualcosa ai ciellini piace a pochi. E ancora meno piace donarlo a chi, come il fondatore del Banco Alimentare, ha passato giganteschi guai giudiziari, per quanto censurati dai mass media.

Il pauperismo crea empatia. Il pauperismo è la principale leva comunicativa della Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica è il principale soggetto economico operante nel campo del pauperismo. Ma i soggetti cattolici impegnati nel campo del pauperismo finiscono un po’ troppo spesso sotto la lente della magistratura. Non da ora, peraltro, e con esiti talvolta avvilenti: come quando don Cesare Lodeserto, gestore del centro immigrati “Regina Pacis”, accusato di aver sottratto quattro milioni di euro, fu assolto dalla Cassazione in quanto la convenzione stipulata tra prefettura e arcidiocesi non aveva (astutamente?) previsto alcun obbligo di rendicontazione.

Ma la storia non è mai maestra di vita, nel Clericalistan. Le convenzioni con il mondo cattolico proseguono senza soluzione di sosta, così come la loro gestione anomala. Inevitabilmente, è senza sosta anche l’attenzione rivolta loro dai giudici. Nei giorni scorsi è stato arrestato don Edoardo Scordio, che pare abbia sottratto 3,5 milioni di euro. La Misericordia che gestiva il Cara di Isola di Capo Rizzuto all’inizio operava gratis, ma ha pensato che era più giusto farsi pagare e ha quindi avuto l’appalto dalla prefettura. (Per inciso, anche l’altro dei due più grandi centri di accoglienza europei, il Cara di Mineo, è finito da tempo nell’occhio del ciclone per le relazioni spinte tra politica e religione. Qui c’è però di mezzo pure la ‘ndrangheta.) Un’altra notizia arriva da Roma. Sia l’authority anti-corruzione, sia la Corte dei Conti hanno posto sotto inchiesta il servizio di mense per i poveri. Ovviamente assegnato a organizzazioni cattoliche, ovviamente senza bando. Con un danno per il Comune di Roma di oltre nove milioni.

La Costituzione, all’articolo 97, scrive che “le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico. I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. Fantascienza. Perché è tutto consequenziale. Amministratori incapaci di gestire la cosa pubblica esternalizzano attività al terzo settore, prediligendo quasi in esclusiva quello a matrice cattolica. Costa di più e non c’è rendiconto, ma pazienza. E tanti saluti all’assistenza sociale pubblica, della quale si deve oggi celebrare il de profundis.

Tempo fa papa Bergoglio ha affermato che la Chiesa non è una ong, “è una storia d’amore”. Essendo una confessione religiosa, non dovrebbe in effetti essere questa la sua missione. Ma scorrendo certe notizie, e leggendo le cifre che girano, viene da pensare che non è una ong perché ormai sta diventando una multinazionale della sussidiarietà. Che sa amplificare mediaticamente il problema offrendo nel contempo la soluzione. A caro prezzo. Una soluzione che peraltro non può nemmeno essere definitiva, perché l’esistenza di poveri è il suo indispensabile presupposto: non ci può essere pauperismo senza poveri.

E dire che oggi è possibile immaginare e realizzare un mondo senza poveri, senza nessun essere umano obbligato a cambiare paese per vivere con un minimo di dignità. E realizzarlo a cura delle istituzioni pubbliche, senza conflitti di interesse e con adeguati controlli di merito, perché ci sono in gioco i soldi dei contribuenti. Ma lo sguardo lungo del Vaticano è sull’istituzione ecclesiastica, non sul pianeta. Ancora per molti secoli i poveri resteranno poveri in attesa del Regno dei Cieli. E pioggia di appalti in terra per gli uomini di buona volontà che traboccano di amore per loro.

Raffaele Carcano




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