venerdì 14 aprile - Doriana Goracci

Afghanistan | Non chiamatela Madre, quella bomba

Non chiamatela madre, "mother of all bombs", madre di tutte le bombe, quella cosa si chiama MOAB "Massive ordnance air blast", distrugge tutto ed è dichiarata un "successo" da chi ha dato l'ordine di gettarla sull'Isis in Afghanistan.

figlio, perché t’à el mondo,
figlio, cusì sprezzato?

Era un 14 aprile del 2012, quando ricordando una sciagurata bomba messa a Brescia, e la sentenza di assoluzione sulle responsabilità in Italia dopo decenni, scrissi: "Per non sentire l’inutilità del virtuale, il nuovo modo di conoscere, perché apprendano la Storia anche i miei nipoti, i figli e quelli che verranno e chi sembra essersi addormentato per sempre, forse perché è impossibile sopravvivere a tanta vergogna, lascio questa mia memoria a cui mi auguro se ne aggiungano altre. Nella Piazza Bella Piazza."

Ed era nel 2006, che insieme a migliaia di altri firmai l'appello Fermiamo chi scherza col fuoco atomico.

Oggi nel mondo cattolico si racconta il venerdì santo, il dolore di una madre a cui hanno ucciso il figlio, e la pietà per lei per i peccati del mondo: non chiamatela madre, quella bomba.

Sono altre le Madri, sono quelle di plaza de Mayo, o della Ruta pacifica colombiana, o le nostre donne vittime della mafia: "osiamo la pace, disarmiamo il mondo".

Le madri sono per la Vita e per una Terra senza atomica, senza bombe, disarmata sempre.

Doriana Goracci

 

 




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