lunedì 13 marzo - Bruto

A volte, è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce

(Dan Brown)

Premessa importante: sono da tempo schifato da tutto ciò che è politica e ad essa collegato e il mio orientamento politico è, di conseguenza, molto… disorientato. Ultimamente, praticamente quotidianamente, si possono leggere post contro i 5Stelle. C'è chi va alla ricerca di notizie che vedano i nostri, colpevoli di qualche nequizia e si affrettano a sbatterle su Fb. Ora, a parte il fatto che non sono molte le occasioni in cui chi si dedica a questo genere di ricerche riesce a rimediare un orgasmo degno di nota, non riesco a comprendere questo accanimento nei loro confronti.

Tra l’altro, a fronte di un occasionale e sporadico ritrovamento di scheletri negli armadi dei pentastellati, il Pd - tanto per prendere una formazione a caso, ma sarebbe lo stesso se prendessimo in considerazione qualunque formazione politica - vanta, si fa per dire, ad oggi, 102 indagati (e solo perché gli appartenenti a Magistratura Democratica guardano opportunamente da un'altra parte...), mi chiedo: perché? Non li seguo uno per uno, ma mi pare che nel panorama inquinato e corrotto della politica del nostro paese i 5Stelle possano - o tentino di - rappresentare una ventata di freschezza, novità e, soprattutto, per noi poveri numeri, una speranza. Una qualunque andrebbe bene.

E allora perché? Possibile che il fatto di ritrovarsi nelle idee e ideologie di un partito, possa far perdere la capacità di giudizio, di vedere il marcio e gli errori che - fatica sprecata - i vertici, nel nostro caso il Pd o quel che ne resta, tentano di nascondere? Mi sembra un po' una situazione simile a quella dei tifosi di una formazione di calcio che, di fronte all'evidenza di favoritismi nei confronti della propria squadra, rifiutano di ammettere che sia così. Che gusto c'è a vincere comprandosi più o meno ufficialmente l’arbitro, facendosi delle pere, oppure, nel caso di un partito politico, conquistare il potere e mantenerlo prendendosi gioco del proprio elettorato, speculando alle sue spalle, comportandosi in maniera indegna, sputtanandosi di fronte alla nazione intera, tradendo le promesse di probità e calpestando i proclami di rettitudine, lealtà tanto sbandierati quando al timone di questo paese, da sempre in balia dell’italica corruzione e malaffare, c’era qualcun altro? Eppure, come se avessero gli occhi foderati di prosciutto, ci sono persone che si rifiutano di ammettere e vedere quello che si sta perpetrando alle e sulle loro spalle: un tradimento senza precedenti.

Forse credono ciecamente nell'idea fondante del loro partito, ma oggi - ma non da oggi - quell'idea è stata tradita, calpestata, usata a uso e consumo dei politici che avrebbero dovuto esserne discepoli e tedofori: barche a vela, vigne, ville, banche, giornali... Oggi non c'è più alcun dubbio sul fatto che il partito dei lavoratori e i suoi rappresentanti non siano - e non siano mai stati - diversi dagli altri saprofiti istituzionalizzati. Hanno usato i lavoratori per i loro fini e scopi. Per non parlare dei sindacati che sono riusciti a mandare a rotoli la nostra economia, convinti di fare un favore al partito con cui tramavano. Peccato che quello stesso partito oggi si trovi a dover gestire il disastro con tanta perizia orchestrato e messo in atto; gestione, tra l’altro, opportunamente procrastinata per dedicarsi alle beghe e scissioni interne. Il Paese può attendere.

L’arte della guerra è l'arte di distruggere gli uomini, come la politica è l'arte di ingannarli, diceva Jean Baptiste Le Rond d'Alembert. I 5Stelle, probabilmente non sono diversi dagli altri, ma gli altri SONO. L'appartenenza ideologica ad un partito non può ottenebrare i sensi fino a questo punto. A meno che il marcio non si sia propagato fino alle radici e lo status quo non faccia comodo anche a quelle.




Lasciare un commento